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Continua la protesta dei ristoratori, mentre Ricciardi invoca già un nuovo “lockdown totale”

Se qualcuno dovesse avere ancora qualche dubbio sul futuro che ci aspetta, ora che l’osannato Draghi si è insediato a Palazzo Chigi, gli basterà leggere le ultime dichiarazioni arrivate dal ministero della Sanità per capire a cosa stiamo andando incontro. Roberto Speranza, totalmente incapace di affrontare l’emergenza coronavirus se non rinchiudendo gli italiani in casa, ha detto no alla riapertura degli impianti da sci fino al 5 marzo, dando il colpo di grazia a quel turismo invernale che chiedeva invece almeno una piccola boccata d’ossigeno. Il suo consigliere Walter Ricciardi, intanto, è tornato a invocare un “lockdown totale” in tutto il Paese.

Ricciardi invoca già un nuovo "lockdown totale". Mentre i ristoratori continuano le proteste

Secondo Ricciardi, sarebbe “urgente cambiare subito la strategia di contrasto al virus SarsCov2: è necessario un lockdown totale in tutta Italia immediato, che preveda anche la chiusura delle scuole facendo salve le attività essenziali, ma di durata limitata”. Misure alle quali andrebbe affiancato “il potenziamento del tracciamento e il rafforzamento della campagna vaccinale, ne parlerò con Speranza”. La conferma del ministro della Salute, travolto dalle polemiche per la gestione della Fase 1 e l’incapacità di anticipare la seconda ondata di Covid-19, è la mossa che anticipa il piano del nuovo governo, perfettamente in linea con il Conte bis che lo ha preceduto: non sapendo di preciso che pesci pigliare, opterà per nuove chiusure indiscriminate. E pazienza se, nel frattempo, sempre più famiglie faticano ad arrivare a fine mese.

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Ricciardi invoca già un nuovo "lockdown totale". Mentre i ristoratori continuano le proteste

Non basta d’altronde nominare Draghi premier per vincere la pandemia. E così, il ritorno al lockdown è tristemente prevedibile. Con gli italiani che però, nel frattempo, hanno deciso di iniziare ad alzare la voce, consapevoli ormai dello stato di totale abbandono da parte dello Stato in cui versano. In Liguria, passata da zona gialla ad arancione, molti ristoratori hanno deciso di aprire nonostante le regole imporrebbero loro lo stop al servizio: nel giorno di San Valentino, così, i locali della Riviera ligure di Ponente, soprattutto nella zona di Ventimiglia, sono tornati a lavorare, approfittando anche della forte presenza di turisti stranieri nella Regione.

Ricciardi invoca già un nuovo "lockdown totale". Mentre i ristoratori continuano le proteste

Il questore di Imperia, Pietro Milone, ha parlato di “sconfitta per tutti” nel commentare i controlli delle forze dell’ordine nei locali che hanno deciso di aprire per non perdere l’ennesima occasione di guadagno: “I ristoratori hanno avuto poco più di 24 ore per adeguarsi al passaggio da zona gialla ad arancione. Il nostro intervento, comprese le polizie locali, c’è stato per numerosi casi e rappresenta una sconfitta per tutti”. Ivano Ricchebono, che stellato del ristorante The Cook di Vico Falamonica, ha spiegato al Corriere della Sera: “Avevamo preparato tutto per la festa di San Valentino, anche per questo abbiamo deciso di tenere aperto. Qualcuno ha disdetto perché non se la sentiva, altri invece hanno deciso di venire. E abbiamo fatto il sold out”. Un’altra ristoratrice ha confermato: “Abbiamo avuto il sostegno della gente e di tutta la filiera a partire dai fornitori e se ci multeranno noi impugneremo e faremo ricorso”.

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