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“Quinta dose”, scoppia il caso. Due milioni di italiani nei pasticci: “E ora che si fa?”

Pubblicato il 05/12/2022 14:26 - Aggiornato il 05/12/2022 14:32

Nonostante gli annunci rassicuranti del governo, che nega ufficialmente la volontà di tornare indietro sul fronte pandemia, il rischio che gli italiani possano trovarsi presto a fare i conti con spiacevoli sorprese è, purtroppo, concreto. Gli appelli di virologi, medici e una parte del mondo della politica si susseguono giorno dopo giorno, tutti concordi nel sostenere che il Covid abbia rialzato la testa e che la curve dell’epidemia sia di nuovo preoccupante. Con dati sciorinati in ogni trasmissione dall’esperto di turno su ricoveri e contagi, che vanno di pari passo con il solito ritornello: “In Italia sono state fatte troppo poche quarte dosi”. Secondo gli ultimi dati del monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe, il virus SarsCoV2 avrebbe ripreso a circolare in modo massiccio. Ponendo ora un nuovo problema. (Continua a leggere dopo la foto)

Come riportato dall’Ansa, oltre 2 milioni di italiani, soprattutto fragili e anziani, hanno fatto la quarta dose da oltre 120 giorni, risultando “non totalmente coperti e con un maggior rischio di ospedalizzazione”. Un dato che, secondo Gimbe, si sposerebbe con una crescita del 10% dei contagi negli ultimi giorni e che potrebbe spingere l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni a intervenire. (Continua a leggere dopo la foto)

Secondo Gimbe negli ultimi giorni sarebbero saliti anche i ricoveri ordinari (+9,1%) e i decessi (+8,8%), mentre resterebbero sostanzialmente stabili le terapie intensive (+1,2%). I dati, ha spiegato il presidente Nino Cartabellotta, “confermano la diffusa ripresa della circolazione virale che rimane nettamente sottostimata per il largo utilizzo di tamponi fai da te e che comincia a ripercuotersi in particolare sui ricoveri in area medica”. (Continua a leggere dopo la foto)

Numeri che hanno già spinto diversi esperti a porre il problema della quinta dose per quanti hanno fatto la quarta dose da oltre 4 mesi e “risultano pertanto non totalmente protetti: in Italia, ci sono oltre 2,38 milioni di persone che hanno ricevuto la quarta dose da più di 120 giorni: si tratta prevalentemente di persone anziane e fragili”. Il virologo Fabrizio Pregliasco ha anche rilanciato il tema dell’influenza stagionale: “Il picco è atteso a fine dicembre, ma sarebbe bene vaccinarsi subito”.

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