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Pignoramenti, arrivano le nuove regole. Il governo prepara il terreno per l’esproprio dei beni

Pubblicato il 29/09/2022 20:58 - Aggiornato il 29/09/2022 20:59

Un tema caldo e spesso sottovaluto, di cui né la stampa né la politica (a parte rare eccezioni) parlano volentieri all’opinione pubblica. Ma resta il fatto che la questione del pignoramento nel 2022-2023 continua a rimanere a dir poco scottante. Se da una parte il legislatore aggiorna la normativa, con tutte le conseguenze del caso per l’Agenzia delle entrate, dall’altra i tribunali italiani vengono chiamati a dirimere le controversie tra le parti, fissando così importanti punti fermi da cui non si può prescindere. Businessonline.it fa il punto della situazione proprio alla luce degli ultimi aggiornamenti in materia. Ne riportiamo i punti salienti.
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Le nuove regole sul pignoramento 2022-2023 con la sentenza della Cassazione, prevedono che tramite il liquidatore giudiziale sarà più semplice recuperare i soldi del debitore. C’è stato inoltre un recente ed importante cambiamento sul pignoramento pensioni. Ma partiamo dal primo punto. La recente sentenza della Corte di Cassazione sul pignoramento in Italia risulta essere fondamentale per meglio comprendere la direzione della nuova regolamentazione, in quanto fissa un importante principio a livello procedurale. Infatti, i giudici hanno stabilito che l’atto esecutivo con cui viene stabilito il prelievo dei conti correnti di stipendi e pensioni è illegittimo se le indicazioni inserite sono generiche.
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Secondo l’autorità giudiziaria, dunque, bisogna specificare ogni dettaglio del pignoramento, senza limitarsi all’inserimento di informazioni generiche. Dal punto di vista operativo, la procedura viene eseguita dall’ufficiale della riscossione e il verbale del pignoramento viene notificato al debitore con la consegna della copia del verbale. Inoltre, la nuova legge facilita il recupero dei crediti su diverse categorie. Si va dai consumatori ai professionisti, dagli imprenditori agricoli alle start-up innovative, fino ad arrivare a ogni altro debitore non assoggettabile alla liquidazione giudiziale o ad altre procedure liquidatorie previste dal codice civile o da leggi speciali nei casi di crisi o insolvenza.
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Dunque, per recuperare soldi da un debitore in modo più semplice e veloce, si dovrà ricorrere allo strumento della liquidazione controllata. Si tratta di una soluzione che consente al creditore di rivolgersi al tribunale per far nominare un liquidatore giudiziale. Quest’ultimo è una figura centrale nella nuova legge, in quanto può esercitare nei confronti del debitore ogni azione per garantire il recupero più velocemente del credito. In buona sostanza il liquidatore giudiziale recupera i beni del debitore per poi rivenderli all’asta, in modo tale da ripagare i creditori con il ricavato ottenuto.
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L’altra novità riguarda il pignoramento pensioni. Si tratta di un cambiamento delle disposizioni vigenti che è stato approvato nell’ambito della conversione del decreto Aiuti bis. Secondo il nuovo testo, le somme dovute a titolo di pensione o altre indennità che tengono luogo di pensione, come anche altri assegni di quiescenza, non potranno essere pignorate per un ammontare corrispondente al doppio della misura massima mensile dell’assegno sociale, con un minimo di 1.000 euro. La parte eccedente a questo importo è invece pignorabile nei limiti previsti.
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Non possono essere pignorati i crediti alimentari, tranne che per cause di alimenti, e sempre con l’autorizzazione del presidente del tribunale o di un giudice da lui delegato. Allo stesso tempo, non possono essere pignorati crediti aventi per oggetto sussidi di grazia o di sostentamento a persone comprese nell’elenco dei poveri, oppure sussidi dovuti per maternità, malattie o funerali da casse di assicurazione, da enti di assistenza o da istituti di beneficenza. Potranno invece essere pignorate nella misura autorizzata dal presidente del tribunale o da un giudice da lui delegato le somme dovute da privati a titolo di stipendio, di salario o di altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento.

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