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Esercitazioni militari Nato con studenti italiani. L’operazione militare fa discutere: cos’è successo (e perché)

Pubblicato il 06/11/2023 10:17 - Aggiornato il 06/11/2023 11:15

Un’esercitazione militare andata in scena nel silenzio di molti organi di stampa. E che però non ha mancato di suscitare anche qualche polemica. Di cosa parliamo? Dell’operazione Nato Mare Aperto“, la più grande mai guidata dalla Marina italiana e che ha visto coinvolte forze e personale di 23 nazioni. Non sono stati soltanto i militari a cimentarsi nelle attività di combattimento ad altà intensità, ma anche oltre 70 studenti provenienti da 14 diversi atenei. Come riportato dalla testata Byoblu, “si tratta di universitari iscritti ai corsi di giurisprudenza, scienze politiche e scienze internazionali. Dopo attenta selezione e in cambio di crediti formativi, gli studenti hanno affiancato il Comando in capo alla squadra navale in una simulazione di minaccia esterna”. (Continua a leggere dopo la foto)
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operazione nato studenti italiani

“Un connubio, strategico e innovativo, tra operatività e cultura della Difesa” ha scritto la Marina militare. Il loro compito è “fornire una legittimazione politica e un inquadramento giuridico alle decisioni prese dalla dirigenza durante l’esercitazione”. L’operazione ha dispiegato 6000 uomini, 45 unità fra navi e sottomarini, e ha coperto un’area vastissima. (Continua a leggere dopo la foto)

operazione nato studenti italiani

“Coinvolti anche studenti italiani”. L’operazione militare Nato

La zona interessata dall’operazione spazia infatti dalle coste del Tirreno a quelle dell’Adriatico, passando per lo Ionio e il Canale di Sicilia. Sono stati coinvolti “anche assetti aerei, tra cui gli F-35 nelle versioni A e B e il caccia Eurofighter“. Il tutto interconnesso, con lo scopo di migliorare la capacità di reazione e coordinazione delle forze armate italiane e delle nazioni alleate. (Continua a leggere dopo la foto)

operazione nato studenti italiani

Gli studenti che hanno preso parte all’esercitazione si sono trovati all’interno di uno scenario di guerra simulato. Ma la notizia ha anche allarmato molti utenti, che si sono chiesti il reale motivo dell’operazione in un contesto internazionale segnato da due conflitti in corso. La stessa Byoblu si è chiesta: “Sono questi forse i primi passi verso la normalizzazione del contesto di guerra attraverso il coinvolgimento dei giovani italiani?”. Un quesito a dir poco inquietante.

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