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“Ecco cosa accadrà nel 2023”. Le profezie del tele-virologo Galli su Cina e variante “Terminator” (il VIDEO)

Pubblicato il 03/01/2023 17:01 - Aggiornato il 03/01/2023 17:03

“Non ci aspettiamo che compaia una variante Terminator”. Massimo Galli, bontà sua, stavolta non incute il solito terrore e non elargisce le consuete previsioni catastrofiche in merito al Covid-19. L’ondata di nuovi casi in Cina, dunque, non dovrebbe tuttavia comportare sviluppo di nuove varianti più letali, come la cosiddetta Gryphon che si è invece diffusa nel Paese del Dragone. Ad ogni modo, se qualcuno sentiva la mancanza dei televirologi, delle loro affermazioni apodittiche e apocalittiche, nonché delle loro palesi contraddizioni, sarà rincuorato dal riapparire sui piccoli schermi di alcuni di loro. In prima fila c’è Massimo Galli, ex direttore del dipartimento Malattie Infettive dell’Ospedale Sacco di Milano, molto presente in particolare su La7. Dopo aver giudicato “deleterio” il reintegro dei medici e dei sanitari non vaccinati, ospite di Tagadà, uno dei programmi di punta della televisione di Urbano Cairo, il dottor Galli è intervenuto anche sulla recrudescenza del virus in Cina. Il consueto fervore e le furiose intemerate hanno lasciato spazio (ma per qualche minuto soltanto) a un Massimo Galli più riflessivo e accomodante. Forse era ancora in clima natalizio. Ecco dunque che –come fatto anche ieri in collegamento con Agorà su Rai Tre – stavolta sollecitato ancora dal conduttore di Tagadà, Alessio Orsingher, Galli spiega come, pur se ritiene “probabili” nuove mutazioni, una variante Terminator non sia assolutamente da paventare, perché “viviamo una situazione diversa rispetto a quella che abbiamo vissuto negli anni scorsi”. (Continua a leggere dopo il VIDEO)

In Italia, infatti, ha aggiunto, “ci sono cinquanta milioni di persone che hanno completato il primo ciclo vaccinale” e si può presumere che siano sufficientemente in grado di resistere alla malattia e di “non finire in rianimazione”. Per un attimo, poi, a Galli sfugge una scomoda verità: “poi ci sono trenta milioni di italiani che, anche si sono rivaccinati, il virus l’hanno contratto comunque”. Non proprio un grande spot per i vaccini antiCovid. Quello che è certo – ed è quello che probabilmente non sentiremo mai da Massimo Galli – è che la strategia cinese, il modello al quale ci siamo adeguati negli scorsi mesi e anni, ovvero la politica del forsennato inseguimento dello Zero Covid, che ha portato a un rigido e prolungato lockdown, nella stessa Cina non pare, alla luce delle notizie odierne, aver prodotto grandi risultati. (Continua a leggere dopo la foto)

Ciò nonostante, in una intervista a la Repubblica, Nicola Magrini, direttore generale dell’Aifa, l’Agenzia italiana per il Farmaco, ha insistito su questo tasto: “la campagna deve proseguire”, e ancora “In Italia ci sono buchi importanti nelle fasce sopra ai 60 anni”. Vedremo in quanti aderiranno al suo invito.

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