in

“Questa è la sua eredità”. Bob Kennedy Jr spiega perché Montagnier è stato importante per tutti noi

Pubblicato il 26/07/2022 12:48

Circa un anno fa, Firenze ospitava il premio Nobel per la medicina Luc Montagnier. Il professore partecipava ad una serata a lui dedicata, illuminando i cittadini italiani con i suoi racconti e le sue spiegazioni scientifiche. Ieri Firenze ha ricordato il professore con l’evento “Viva Montagnier in memoriam”, organizzato da Atto Primo e Comilva. Tra gli interventi degli ospiti presenti è arrivato anche un messaggio speciale dagli Stati Uniti da parte di Robert Kennedy Junior, presidente della Children’s Health Defense. Dopo le manifestazioni in sua memoria organizzate da ItalExit per l’Italia, il partito capitanato da Gianluigi Paragone, un’altra degna commemorazione per quello che è stato un grande uomo, prima ancora che un grande scienziato.
(Continua a leggere dopo la foto)

L’intervento di Robert Kennedy Junior

Un intervento sentito e commosso quello di Robert Kennedy Junior, che ha parlato a cuore aperto a tutti i presenti argomentando un lungo elogio a Montagnier, raccontando perché ha rappresentato un esempio per tutta la comunità scientifica internazionale: «Vorrei tanto poter essere con voi in Italia, oggi, per celebrare la vita di Luc, il suo eroismo, il suo carattere e la sua integrità. Ma per mia sfortuna la figlia del mio migliore amico si sposa a Chicago proprio oggi e non posso non esserci. Spero che vogliate scusare la mia assenza», dice l’erede dei Kennedy. «Per la famiglia di cui faccio parte, dato il profilo di alcuni membri in particolare della mia famiglia, ho potuto incontrare alcune delle più grandi star: uomini di Stato, diplomatici, celebrità, scienziati. Personalità stellari in ogni professione e di ogni provenienza. Ma non c’è relazione che io sia più onorato di aver avuto, per il tempo che ho avuto la fortuna di poter passare insieme a Luc Montagnier», aggiunge.
(Continua a leggere dopo la foto)

Gli interessi di Big Pharma sulle scoperte di Montagnier

Kennedy continua il suo personale racconto del Professore, spiegando come gli interessi dell’industria farmaceutica, a volte, collidano con quelli della scienza: «Era un eroe, la cui importanza e significatività sono rappresentati solo in minima parte dalla sua scoperta del virus dell’HIV per cui vinse il premio Nobel. Perché per me l’emblema della parte più importante della vita di Luc è stato il suo stesso scetticismo per le sue scoperte. La sua volontà di rimetterle sempre in discussione quando la cosa più facile e gratificante sarebbe stata cavalcare l’onda dell’industria farmaceutica e delle grandi autorità governative che volevano prendersi il merito, il credito per aver risolto il problema dell’AIDS vendendo farmaci specifici per l’HIV. Ma ignorando alcuni degli altri problemi a livello intellettuale e scientifico che indicavano quanto questa malattia fosse un po’ più complessa del singolo fattore che la potesse causare».
(Continua a leggere dopo la foto)

L’integrità morale del Professore dava fastidio

Il presidente della Children Health’s Defense ha poi continuato spiegando come l’integrità morale di Montagnier disturbasse gli interessi di alcuni colossi della farmaceutica: «Luc invece sollevava la questione del significato delle sue scoperte prima che chiunque altro lo facesse e in modo persistente negli anni, diventando un fastidio per coloro che traevano fama e profitti da questa industria che era stata creata a livello mondiale con un giro di centinaia di miliardi di dollari. Perché rimetteva in discussione le sue scoperte dicendo “Questa è una scoperta molto importante ma facciamo in modo di sviscerarne tutti gli aspetti, senza cedere a grandi dichiarazioni e semplificazioni”. Proprio perché continuò ad esercitare il suo scetticismo, per integrità personale, diventò un imbarazzo per coloro che incassavano i profitti e la fama delle sue scoperte».
(Continua a leggere dopo la foto)

L’eredità di Luc Montagnier

Infine, Robert Kennedy Junior conclude il suo intervento spiegando quale sia l’eredità che Luc Montagnier ha lasciato a tutti noi: «I leader della comunità di virologi volevano incoronarlo Re, ma invece diventò un paria. Una figura imbarazzante perché rifiutò di accettare quella corona. E per questo amo Luc Montagnier. Per me è un esempio di coraggio personale. Ha fatto enormi sacrifici per mettere l’integrità personale e il metodo scientifico, la ricerca della verità scientifica empirica, che è ciò che l’ha guidato per tutta la sua vita, davanti a profitto, fama e gloria. Ricordiamo questo, come l’aspetto più importante dell’eredità che Montagnier ci ha lasciato. Un esempio di coraggio e rigore per la ricerca della verità empirica. Grazie». Una bellissima testimonianza raccontata da chi ha realmente apprezzato e conosciuto il Professore.

Potrebbe interessarti anche: Gas, Putin non molla e manda un messaggio all’Europa. Ue pronta al razionamento. La situazione

Sostieni il paragone.it, abbiamo bisogno del tuo aiuto: DONA

In tempi così difficili per l'editoria garantire un'informazione contro il sistema e volta a smascherare i magheggi delle elite è sempre più difficile. Parlare del vaccino e della campagna vaccinale da un'altra prospettiva è rischioso. Sostieni il duro lavoro che ogni giorno svolgiamo schierandoci contro quella logica che vede l'informazione passare addomesticata solo per i canali mainstream. Diventa anche tu sostenitore de ilparagone.it e difendi l'informazione libera!
-->

Un’ecatombe: in 48 ore tanti (troppi) giovani morti in Italia per “malori improvvisi”

Chiamate moleste, da domani si potrà denunciare. Ecco come fare