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“Il reintegro dei medici non vaccinati…”. Galli ‘vomita’ contro i colleghi e la scelta del governo (il VIDEO)

Pubblicato il 02/01/2023 12:16

Massimo Galli, già direttore del dipartimento Malattie Infettive dell’Ospedale Sacco di Milano, è intervenuto (e ti pareva) ancora in tv per dire la sua sul Covid e sul metodo di gestione della pandemia, stavolta concentrandosi sull’operato del nuovo governo e su quanto sta accadendo in Cina. Parlando a “Tagadà” su La7, Galli ha detto: “Ci sono stati diversi mesi in cui, per motivazioni politiche, sul problema Covid si è parlato il meno possibile e si è auspicato di andare oltre facendo finta che la faccenda fosse terminata. Alcune iniziative andavano prese prima, colpa del governo uscente o entrante non mi interessa. Il ministro è intervenuto per la prima volta sulle vaccinazioni, e anche su quella antinfluenzale, qualche settimana fa quando eravamo quasi al picco, quindi oggettivamente in ritardo”, la prima bordata. (Continua a leggere dopo la foto)

Ha continuato Galli la sua disamina: “Non credo di poter dare responsabilità personali ma non ci possiamo permettere stasi o scarsi interventi dovuti alle fasi di passaggio: ‘esci tu, entro io’. Questo lo dico pur confermando la mia stima per entrambi i ministri, quello uscente e quello entrante”. Il problema, ha proseguito l’infettivologo, “va al di là della figura del ministro e consiste nel fatto che quando c’è un cambio di guardia per elezioni, ci sono anche vuoti che in un Paese moderno non sono accettabili”. (Continua a leggere dopo il video)

L’Italia, ha aggiunto, “dovrebbe dotarsi di una continuità che i funzionari del ministero non sono in grado di garantire se non gli si da la possibilità di farlo”. Poi la conclusione su un’altra questione assai sensibile, come quella del reintegro dei sanitari non vaccinati. Con il “decreto rave” approvato alla fine dell’anno, il governo ha infatti riammesso al lavoro i sanitari che in scienza e coscienza avevano deciso di non farsi iniettare il vaccino. Su questo Galli è perentorio: “Il loro reintegro è deleterio, per il sentire deontologico di tutti gli altri medici. Se qualcuno pensa di poter dire nel nostro mestiere ‘io no’, solo per una questione ideologica e non sanitaria, e se viene reintegrato senza nemmeno pagar dazio, non va bene. In ogni caso io non mi farei curare da loro”.

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