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“Non avrete le nostre spiagge”. Questa volta lo scontro con l’Europa è inevitabile. Cosa sta succedendo

Pubblicato il 21/01/2023 11:11

Non bastassero le fratture interne, con Forza Italia e Lega che hanno più volte stuzzicato la premier sulla gestione dell’emergenza carburante, Giorgia Meloni si è trovata tra le mani l’ennesima gatta da pelare. Di dimensioni, oltretutto, ragguardevoli: le concessioni balneari, terreno che vede governo e Unione Europea in rotta di collisione. Bruxelles chiede da tempo che il nostro Paese metta a gara le spiagge, un affare d’oro nel quale sono già pronte a tuffarsi le multinazionali straniere, privando intere famiglie della principale fonte di reddito. La premier si era schierata in passato contro l’Ue, ma ora che si trova a Palazzo Chigi la situazione si è fatta per lei molto più delicata. Anche perché il tempo scorre, velocissimo: allo stato attuale, le concessioni balneari finiranno all’asta a partire da gennaio 2024, fra circa un anno. (Continua a leggere dopo la foto)
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Meloni balneari governo diviso

Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia hanno presentato tre emendamenti al decreto Milleproroghe, in discussione al Senato. Nel frattempo, il ministro degli Affari comunitari Raffaele Fitto ha incontrato il commissario europeo Thierry Breton, per fare il punto proprio sul tema (oltre che discutere del Pnrr). Si cerca di creare ponti che possano evitare uno strappo tra Roma e Bruxelles. Ma una vera soluzione, al momento, non si vede. (Continua a leggere dopo la foto)

Meloni e la grana balneari: governo diviso

L’Unione Europea vedrebbe di cattivo occhio un eventuale “sì” a uno degli emendamenti di stop alla riforma. E Meloni vorrebbe evitare scontri frontali in una fase delicata, con i soldi del Pnrr ancora in ballo. Ma è anche consapevole del fatto che i suoi elettori non accetterebbero mai un passo indietro, dopo le tante promesse fatte agli impiegati del settore durante la campagna elettorale. Presa tra due fuochi, rischia di trovarsi anche con una maggioranza spaccata. (Continua a leggere dopo la foto)

Come spiegato da La Stampa, Lega e Forza Italia hanno promesso “massima attenzione al settore”, con Fratelli d’Italia invece su posizioni molto più caute: “C’è un’interlocuzione con l’Europa per trovare una soluzione”. Una soluzione, auspicata anche da Confesercenti, potrebbe essere quella di ridurre ulteriormente il numero di spiagge libere, per evitare l’applicazione della direttiva Bolkstein. A rimetterci, in ogni caso, sarebbero gli italiani.

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