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“O così o niente soldi”. L’Ue vuole le nostre spiagge e ora ricatta il governo: “l’avvertimento” a Meloni & co.

Pubblicato il 04/03/2023 09:06

Ci sono 19 miliardi di euro che ballano, tra l’Europa e l’Italia. Non proprio due spicci: un tesoretto che rappresenta la quota semestrale di stanziamenti per il Pnrr e per il quale il governo guidato da Giorgia Meloni ha presentato i documenti da ormai oltre due mesi. Di quei soldi, però, ancora nessuna traccia. Il motivo? Come spiegato da Repubblica, i tecnici della Commissione che esaminano gli obiettivi della seconda parte del 2023 stanno riscontrando diverse anomalie, tali da mettere addirittura a rischio l’erogazione dell’importante somma. Nel dettaglio, hanno rilevato che “non tutti i 55 target da raggiungere sono stati effettivamente completi”. Con particolare focus sul fronte della giustizia e della concorrenza. Il rischio è che quella tra Roma e Bruxelles sfoci in una vera e propria guerra, con le balneari come micca capace di far esplodere il conflitto. (Continua a leggere dopo la foto)
>>> “Non avrete le nostre spiagge”. Questa volta lo scontro con l’Europa è inevitabile. Cosa sta succedendo

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Nonostante i tentativi di difesa italiani, Bruxelles non ha mai mollato l’osso: vuole che le nostre spiagge vengano messe all’asta, con le multinazionali pronte a comprarsi le coste del Bel Paese e tante famiglie che rischiano di rimanere senza la loro principale fonte di sostentamento. Meloni continua a gettare acqua sul fuoco, sminuendo la portata dello scontro con l’Europa. Ma quella che sta andando in scena da mesi è in realtà una trattativa delicatissima, con l’Ue che potrebbe anche negarci una parte dei soldi promessi per il Piano nazionale di ripresa e resilienza. (Continua a leggere dopo la foto)

Bruxelles ha inviato all’Italia un messaggio molto chiaro: “Cambiate il testo del provvedimento sulle balneari e allora le nostre valutazioni potranno tener conto di qualche attenuante”. Con una procedura d’infrazione sempre pronta a far capolino, non ancora scattata ufficialmente ma già redatta. Una sorta di ricatto neanche troppo velato, di fronte al quale l’esecutivo si trova in crescente difficoltà. (Continua a leggere dopo la foto)

La difesa delle concessioni balneari è stata infatti una promessa fatta più e più volte da Meloni agli italiani. E cedere su quel punto significherebbe mettere a serio rischio il consenso guadagnato in questi mesi. A rabbonire l’Europa non c’è più, però, quel Mario Draghi che di Bruxelles è sempre stato un totem e che inizialmente si era posto come garante del nuovo esecutivo. Il rischio che intorno alle nostre spiagge si scateni una battaglia ferocissima, col passare dei mesi, si è fatto sempre più concreto.

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