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L’Italia recluta medici e infermieri per le vaccinazioni. Tutti precari, con contratti da 9 mesi

Mentre l’Italia si avvicina a un appuntamento importante come l’inizio della vaccinazione di massa per la popolazione, un’operazione imponente per la quale saranno necessari 3 mila medici e 12 mila infermieri da impiegare nei padiglioni o inviare a domicilio nelle case, sarebbe più che lecito aspettarsi assunzioni a tempo indeterminato per tutti gli operatori del settore sanitario che saranno chiamati alle armi. La pandemia, d’altronde, ci ha insegnato proprio questo: investire o poco, o peggio ancora tagliare, sulla salute porta a conseguenze devastanti. Una lezione che, a quanto pare, non abbiamo però ancora imparato.

L'Italia recluta medici e infermieri per le vaccinazioni. Tutti precari, con contratti da 9 mesi

Il nuovo personale arriverà infatti con contratti della durata di soli nove mesi, il tempo di dare una mano per la vaccinazione e poi una bella stretta di mano, arrivederci e grazie. Nessun rinforzo per gli organici dei nostri ospedali, falcidiati da anni e anni di tagli in nome del rigore economico che ci viene chiesto dall’Europa. Non bastasse, all’assunzione dei nuovi medici e infermieri si provvederà attraverso cinque diverse agenzie, non fosse che mai che, in un futuro, uno dei precari di oggi possa alzare la voce per chiedere di essere assunto a qualche tribunale del lavoro.

L'Italia recluta medici e infermieri per le vaccinazioni. Tutti precari, con contratti da 9 mesi

Questo, in sostanza, il succo del bando pubblicato dal commissario dei commissari, l’onnipotente Domenico Arcuri, che ha messo la firma sull’ennesimo capolavoro personale. Oltretutto, anche piuttosto oneroso. Perché lo schema che coinvolge Protezione civile, agenzie del lavoro e personale sanitario ci costerà, come anticipato dal Quotidiano del Sud, qualcosa come 19 milioni e 844 mila euro tra asta del bando, costo delle commissioni e margine che le agenzie intascheranno per il disturbo. Un affare non da poco.

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“L’avviso pubblico rivolto a cinque agenzie per il lavoro è l’esempio di come si possano disperdere risorse utili per il rilancio del nostro servizio sanitario nazionale” è stato il commento di Pina Onotri, segretario generale del sindacato medici italiani (Smi). Una scelta che si sposa perfettamente con quelle già fatto dal governo, che dei soldi del Recovery Fund ha destinato alla sanità soltanto 9 miliardi, meno del 5% delle risorse introdotte. E che ora chiede aiuto a medici e infermieri offrendo in cambio pochi mesi di contratto e una bella stretta di mano.

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