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L’Italia piange Franco Battiato: il Maestro si è spento a 76 anni

L’Italia piagne Franco Battiato, scomparso all’età di 76 anni nella sua residenza di Milo, nel Catanese. Malato da tempo, il cantautore si era ritirato in Sicilia e dopo una frattura al femore e al bacino non era mai più apparso in pubblico, limitandosi a comunicare con i suoi fan attraverso i social. A dare la conferma della morte sono stai i famigliari, che hanno fatto anche sapere di voler svolgere i funerali dell’artista in forma strettamente privata, ringraziando per le testimonianze d’affetto ricevute.

Nato il 23 marzo 1945 a Ionia, Battiato è stato il Maestro della musica italiana, un artista difficilissimo da catalogare, allergico alle etichette, impossibile da restringere in un solo genere. Una carriera lunghissima, la sua, iniziata addirittura alla fine degli anni ’60, quando l’amico Giorgio Gaber propose alcuni suoi brani i loro brani alla casa discografica di Nanni Ricord e segnata da tantissimi successi indimenticabili come La Cura, Centro di Gravità Permanente, Voglio Vederti Danzare.

Capace di spaziare tra i generi musicali come nessun altro, sempre perfettamente a proprio agio, Battiato ha voluto misurarsi negli anni con il pop, la musica colta, l’elettronica sperimentale, le opere liriche e la musica etnica, riuscendo sempre a creare dei capolavori. Proprio nei mesi scorsi, in occasione del suo 76 esimo compleanno, era stato ripubblicato La voce del padrone, uno degli album più importanti della sua intera carriera nonché il primo, in Italia, a superare il milione di copie vendute.

Oltre alla musica, Battiato è stato grande amante della pittura, alla quale si è avvicinato sopratutto a partire dagli anni Novanta, del teatro (recità nella pièce Molto rumore per nulla di William Shakespeare) e del cinema. Ha composto musiche per tanti film, venendo più volte citato da Nanni Moretti nelle sue pellicole, e si è lanciato nella carriera di regista con Perdutoamor, in larga parte autobiografico, con il quale si è anche aggiudicato il Nastro d’argento come miglior regista esordiente. Ha diretto anche Musikanten, Niente è come sembra e La Sua Figura. Un vuoto incolmabile, quello che il Maestro lascia all’Italia, testimoniato subito dai tantissimi messaggi di ringraziamento degli italiani per un artista unico, inimitabile, che ha fatto grande il nostro Paese.

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