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Lezioni all’aperto contro l’obbligo del Green pass: la protesta del professore

Ha ricevuto il decreto di sospensione dall’insegnamento, la sua professione, perché sprovvisto di Green pass. Invece di darsi per vinto, però, il professor Matteo Barale ha scelto di fare lezione all’aperto, per lanciare così un segnale. L’uomo, 52 anni docente della scuola Virgilio nel centro storico di Cuneo, in Piemonte, si è pian piano trovato circondato da conoscenti e studenti, schierati al suo fianco in questa forma singolare di protesta.

Come raccontato dal Corriere della Sera, Barale si è seduto all’esterno della scuola e ha iniziato silenziosamente a intrecciare un cesto di vimini. Una protesta senza rumore, quella del docente, professore di Topografia pratica e dell’edilizia, accompagnata da cartelloni e volantini per esprimere la propria contrarietà a ciò che ha definito un “ricatto sociale”.

In una lettera agli studenti, il professore aveva anticipato: “Il lasciapassare è una discriminazione per entrare a far parte di un sistema che non ci appartiene, rappresenta il declino della società e la sottomissione a una forma di regime. Vengono minati diritti inalienabili, come quello del lavoro e dello studio, ognuno di noi è responsabile. Voi giovani custodite l’importanza del dibattito e del dubbio, fatevi domande e non date nulla per scontato. Non accettate ricatti, questa è la lezione. Fate le vostre scelte in libertà e coscienza , lottate perché siano scelte libere e siate coerenti sempre”.

Nei giorni scorsi Barale aveva già denunciato il preside per non avergli consentito di entrare in aula: “Dopo 5 anni di scuola come allievo all’Istituto per Geometri di Cuneo e 33 anni come insegnante non mi è stato permesso di entrare nella mia scuola perché sprovvisto del Green pass. Com’è possibile accettare che strumenti sanitari di dubbia efficacia condizionino i principi di apertura, libertà e indipendenza dell’insegnamento?”.

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