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La giravolta di Salvini: “Lockdown? Se necessario, è giusto farlo”

Una giravolta niente male, quella di Matteo Salvini. Capace di passare nel giro di pochi giorni da un “no” totale all’ipotesi di lockdown per l’Italia, giudicata nefasta per le sorti economiche della nazione, a un incredibile “se serve, è giusto farlo”. Un’inversione a U capace di spiazzare i suoi stessi colleghi di partiti, increduli di fronte all’intervista rilasciata dall’ex ministro degli Interni ai microfoni di Radio Anch’io su Rai Radio 1, durante la quale ha di fatto aperto all’ipotesi di una nuova chiusura totale, dopo quella di inizio anno.

La giravolta di Salvini: "Lockdown? Se necessario, è giusto farlo"

“Il lockdown? Se necessario, è giusto farlo” è la frase pronunciata da Salvini. Che ha poi aggiunto: “Ovviamente mi auguro che non ci sia questo bisogno, ma siccome la vita viene prima di tutto, se serve si fa”. Il segretario della Lega ha poi spiegato la sua posizione in merito: “Però bisogna fare scelte razionali. Mi si spieghi qual è la ragione di chiudere alle 18 bar e ristoranti”.

La giravolta di Salvini: "Lockdown? Se necessario, è giusto farlo"

Salvini non ha comunque perso occasione per attaccare il governo e il presidente del Consiglio: “Oggi non è accettabile rivedere il film di marzo con Conte che annuncia la domenica sera chi sta a casa e chi no. Occorre pianificazione. E non capisco la logica di chiudere palestre e piscine senza intervenire su metropolitane e autobus. Nessuno ha la bacchetta magica, tutti all’inizio navigavamo a vista, ma a fine ottobre qualcuno dovrebbe aver imparato la lezione”.

La giravolta di Salvini: "Lockdown? Se necessario, è giusto farlo"

Come uscire da questa emergenza? Secondo Salvini servono innanzitutto “tamponi a domicilio e cure a domicilio. Molte persone che corrono in ospedale terrorizzate potrebbero essere curate a casa. Resta poi il problema del trasporto pubblico. Palestre, teatri, cinema non sono stati posti di contagio per nessuno. Chiudere i bar è una fesseria. C’è un commissario che si chiama Arcuri che ha fatto bandi per ampliare le terapie intensive a metà ottobre. Le regioni hanno fatto i loro compiti a casa entro metà estate. Perché il governo ha perso l’estate parlando di banchi con le rotelle e di monopattini?”.

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