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Conte: “Serve risposta coordinata”. Tutto pronto per il lockdown europeo

Si era detto, a più riprese, che il governo avrebbe fatto il possibile per evitare un nuovo lockdown, potenzialmente devastante per le tante attività già messe in difficoltà da mesi e mesi di restrizioni. La realtà, però, è che l’ipotesi di una chiusura totale, a livello nazionale ed europeo, è sempre più forte. Si sta convincendo, ormai, anche il premier Giuseppe Conte, che pure aveva opposto inizialmente qualche resistenza consapevole del fatto che, stavolta, a livello di popolarità il primo ad andarci di mezzo sarebbe proprio lui. L’ultimo intervento del premier, però, in questo senso è stato chiaro. Quella “subdola e repentina” curva dei contagi non lascia scampo. La sensazione è che ormai si marci spediti verso misure drastiche.

Conte: "Serve risposta coordinata". Tutto pronto per il lockdown europeo

Durante l’informativa alla Camera dei Deputati, Conte è stato chiaro: servono misure “dolorose ma necessarie”, visto che la strada del tracciamento si è fatta “complicata”. E serve una risposta “coordinata dell’Europa, nessuno Stato può superare da solo la crisi sia sul piano sanitario che economico”. Insomma, bisognerà adeguarsi a quanto sta accadendo altrove, con la Francia già in lockdown e la Germania che, al momento, si limita a una chiusura più soft che potrebbe però presto aggravarsi. Lo spettro della paralisi generale, come agli inizi del 2020, è sempre più tangibile. Le rassicurazioni delle scorse settimane, spazzate via in un attimo.

Conte: "Serve risposta coordinata". Tutto pronto per il lockdown europeo

Conte, nel preannunciare quanto sembra quasi inevitabile, a cercato al solito di indorare la pillola. Invocando celerità nella distribuzione dei soldi del Recovery Fund, quelli che permetterebbero di scongiurare il peggio. E che però, come il premier sa bene, non arriveranno prima del 2021, probabilmente addirittura dopo l’estate. Nel frattempo, si va comunque dritti verso il lockdown: “Tutti i governi Ue con i loro meriti e demeriti, e ciò riguarda anche il nostro governo, sono stati costretti a fare un passo indietro. La scorsa settimana il presidente Mattarella ci ha ricordato che tutte le articolazioni dell’ordinamento democratico sanno di dover operare sempre con spirito di unità e coesione. Questo, se mi permettete, è davvero il momento di restare uniti”.

Conte: "Serve risposta coordinata". Tutto pronto per il lockdown europeo

“Vorrei ribadire che la scelta di sospendere o ridurre le attività in alcuni settori non deriva dal mancato rispetto di misure di sicurezza, che sono state adottate anche a prezzo di sacrifici, ma una scelta così radicale e dolorosa è legata all’esigenza di ridurre un contagio diffuso e esponenziale, riducendo le occasioni di socialità, specie in quei contesti in cui è più facile che venga abbassata la guardia”. Quanto fatto finora, però, non basta. La chiusura del Paese sembra dunque inevitabile, nonostante le risposte economiche siano state fin qui poche e troppo leggere. Per chi ha già accusato i colpi della crisi, si preannunciano settimane davvero difficili.

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