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La crisi travolge i più deboli: 5 milioni e mezzo di “nuovi poveri” in Italia

Quasi due milioni di famiglie italiane a ridosso del baratro, in bilico lungo il sottile filo che separa, secondo gli istituti di statistica, chi si può permettere una vita almeno dignitosa e chi invece no. A dirlo è l’Istat, secondo la quale il 2020 potrebbe trasformarsi in un anno drammatico per 1,9 milioni di cittadini, che rischiano di raggiungere i 3 milioni di nuclei che già si trovano in una situazione di povertà. Numeri che cercano di fotografare una crisi senza precedenti, drammatica. Di fronte alla quale il governo continua a fornire risposte tardive e inefficaci.

La crisi travolge i più deboli: 5 milioni e mezzo di "nuovi poveri" in Italia

L’Istat ha analizzato nell’insieme chi vive in “povertà relativa”, persone che non potrebbero permettersi di far fronte a spese improvvise di un migliaio di euro. Un macro-insieme all’interno del quale si trova anche, però, chi versa invece in condizioni di “povertà assoluta”, non riuscendo a garantire ai proprio cari nemmeno l’essenziale: il pasto, l’affitto, un telefono. Alla fine dell’anno 5 milioni e mezzo di persone in difficoltà potrebbero aggiungersi agli 8,8 milioni già esistenti. Il totale arriverebbe così a 14 milioni. Tra questi, a pagare un prezzo altissimo sarebbero soprattutto i minori.

La crisi travolge i più deboli: 5 milioni e mezzo di "nuovi poveri" in Italia

Gli under 18 che vivono in una situazione di povertà sono già 1 milione e 137 mila, ragazzi ai quali non è garantita spesso nemmeno l’istruzione in maniera continua. A questi rischiano di aggiungersene ora un altro milione, stando ai calcoli effettuati dall’organizzazione Save The Children. A peggiorare il tutto, la chiusura delle scuole imposta dal lockdown: per le famiglie più in difficoltà, infatti, le giornate in aula sono anche un modo per garantire un pasto ai più piccoli, che hanno accesso alle mense a condizioni agevolate.

La crisi travolge i più deboli: 5 milioni e mezzo di "nuovi poveri" in Italia

A chiudere il drammatico quadro sono le cifre fornite da Caritas nel Rapporto 2020: tra aprile e maggio sono arrivate 446 mila richieste di aiuto, scese poi in estate a 176 mila. Un numero altissimo e anche sottostimato, visto che non tutte le diocesi forniscono i dati. Quasi la metà di chi si è rivolto ai centri di ascolto lo ha fatto per la prima volta: persone che prima dell’emergenza coronavirus riuscivano comunque a cavarsela e che, di colpo, si sono trovate precipitate in un incubo chiamato povertà.

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