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“Sono madre di una figlia trans, ma…”: la lezione di Jamie Lee Curtis agli Oscar

Pubblicato il 13/03/2023 13:25 - Aggiornato il 16/03/2023 12:47

Un momento inseguito per una carriera intera e arrivato, finalmente, a 64 anni. Alla sua prima nomination, Jamie Lee Curtis è riuscita a conquistare un preziosissimo Premio Oscar come miglior attrice non protagonista per la sua interpretazione nel film Everything Everywhere All at Once, pellicola capace di ottenere ben sette riconoscimenti diversi durante la notte più attesa dal mondo dello spettacolo. E ha scelto di approfittare della visibilità del momento per lanciare un messaggio ai tantissimi spettatori collegati da ogni parte del pianeta, affrontando temi delicati come la divisione tra genere maschile e femminile nella categoria di premi, invocata in queste settimane da alcuni opinionisti. Un intervento, quello dell’attrice, particolarmente apprezzato. (Continua a leggere dopo la foto)
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“Ho appena vinto un Oscar – ha detto commossa Jamie Lee Curtis al momento di salire sul palco – Abbiamo vinto un Oscar tutti noi. Alla mia famiglia, al mio meraviglioso marito, alle mie figlie, a mia sorella, a tutte le persone che hanno sempre sostenuto i film di genere che ho fatto in questi anni, alle centinaia di migliaia di persone che lo hanno fatto: abbiamo appena vinto un Oscar, insieme”. (Continua a leggere dopo la foto)

L’attrice ha ricordato i genitori Tony Curtis e Janet Leigh, entrambi nominati agli Academy Awards senza mai essere però riusciti ad alzare una statuetta durante le rispettive carriere. Poi, rispondendo alle domande dei giornalisti dietro le quinte, ha detto la sua sul dibattito in corso a Hollywood circa la possibilità di eliminare la divisione fra maschile e femminile dalle categorie dei premi: “Naturalmente vorrei vedere molte più donne nominate, in modo che ci sia parità di genere in tutte le aree. E penso che ci stiamo arrivando”. (Continua a leggere dopo la foto)

Curtis, che ha una figlia transgender di nome Ruby, ha poi aggiunto: “In quanto madre di una figlia trans, capisco completamente il problema. Eppure l’idea di togliere il gender dalle categorie mi fa temere ci sia il rischio che diminuiscano le opportunità per le donne, che è qualcosa che ho cercato di promuovere lavorandoci duramente”.

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