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“Ecco perché IppocrateOrg è sotto attacco anche se ha curato 60mila italiani”

Politica e media stanno facendo di tutto per mettere all’indice IppocrateOrg, l’associazione di medici che ha curato il Covid sfidando i protocolli ministeriali. Vengono costantemente attaccati, con accuse di vario genere, dall’essere “incompetenti” all’essere “stregoni”. La Federazione dei medici di base li ha ridotti a pagliacci, il virologo della Tv Roberto Burioni ha invece evocato la segretezza dei loro volti e li ha accusati di diffondere bugie. Il Pd – nenache a dirlo – li tratta con sufficienza. La verità, però, racconta che IppocrateOrg, con 150 medici, ha salvato 60mila pazienti dimostrando che il Covid si cura. “Ma ci sono molti interessi contrari: in quale altra patologia si aspetta che la situazione sia disperata prima di intervenire?”, attacca la coordinatrice scientifica Chifari Negri. (Continua a leggere dopo la foto)

In un’intervista a La Bussola, la coordinatrice di IppocrateOrg spiega: “Diamo fastidio”. E infatti un articolo del Corriere della Sera li fa passare per ciarlatani senza neppure intervistarne uno. Invece, dietro l’associazione fondata da Mauro Rango si cela il lavoro di medici che in un anno e mezzo di pandemia hanno curato 60mila pazienti. La Bussola è andata a conoscerli. Chifari Negri, neurologa, direttrice scientifica di IppocrateOrg racconta: “Oltre 60mila pazienti curati. È la maggior casistica europea, per questo diamo fastidio, ma quello che ci colpisce maggiormente sono le reazioni dei pazienti curati: sono ringraziamenti commossi, c’è chi ci manda a casa il vino, chi ci scrive”. (Continua a leggere dopo la foto)

“Mai avuto un’interlocuzione col Ministero, eppure avrebbe dovuto chiamarci. Sarà una banalità: ma se lei avesse una gamba sanguinante, che cosa aspetta per farla curare? Aspetta che vada in cancrena e si rischi l’amputazione? Il nostro lavoro, come quello di altri medici in Italia e nel mondo, dimostra incontrovertibilmente che la precocità dell’intervento è la chiave di volta per risolvere il problema del Covid. Tutto il resto è politica”. (Continua a leggere dopo la foto)

“Le accuse nei nostri confronti sono vergognose, la politica non mi interessa, mi interessa il discorso scientifico. Il fatto è che non c’è un farmaco che valga per tutto il Covid, ci sono farmaci per vari aspetti. E qui veniamo all’approccio giusto. Quando i “disobbedienti” dell’Anatomia patologica dell’ospedale di Trieste hanno cominciato a fare le autopsie hanno scoperto che i polmoni erano infarciti di trombi. E da qui si è iniziato a curare con l’eparina, ma ciò che dimostra la nostra azione è che il Covid si cura con un protocollo in cui ogni farmaco ha un suo scopo preciso. Io le assicuro che nessuno dei miei pazienti è andato in ospedale”. (Continua a leggere dopo la foto)

Spiega la dottoressa: “Il cuore della cura sono l’antinfiammatorio e poi l’antibiotico perché quando c’è una polmonite c’è sempre una sovrainfezione batterica; il cortisone è il più potente degli antinfiammatori. Seconda famiglia di farmaci: gli anticoagulanti. Impediscono la formazione degli emboli, vanno presi dopo pochi giorni perché già ai primi sintomi possono verificarsi microtrombi. L’Ivermectina impedisce l’ingresso del virus nella cellula, riduce la replicazione virale. Così il virus rimane fuori dalla cellula e viene combattuto dai nostri anticorpi. Vitamina D, C, quercetina, zinco sono tutte sostanze che potenziano il nostro organismo. Io ne faccio uso da tempo e il mio Covid è durato un giorno appena”. (Continua a leggere dopo la foto)

Poi la stoccata finale di IppocrateOrg: “Stiamo usando farmaci in commercio da anni e che costano poco. Big Pharma ha le sue esigenze e molti medici sono in una posizione di conflitto di interesse, cosa che in un Paese democratico non dovrebbe esistere. Io ho un solo padrone a Cui dovrò rispondere in scienza e coscienza alla fine della mia vita”.

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