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Aifa, raddoppiati in 4 settimane i decessi riconosciuti come collegati al vaccino

Mentre il governo si spinge sempre più verso l’imposizione di un obbligo vaccinale, l’Aifa (Agenzia italiana del farmaco) pubblica un nuovo report choc. Si tratta del rapporto numero 8, aggiornato con tutti i dati di farmacovigilanza al 26 agosto scorso. Farebbero bene ai piani alti a dargli un’occhiata, visto che certe scelte dovrebbero essere basate sui dati. E questi dati non sono affatto confortanti, tenendo anche presente che vengono considerati al ribasso, cioè che le segnalazioni di eventi avversi, morte compresa, collegati al vaccino sono molto meno di quelli che si riesce a rintracciare. Il sistema di segnalazione, infatti, è passivo: la farmacovigilanza non va a ricercare i sintomi e gli eventi avversi, ma attende che le siano segnalati. Ciò vuol dire che, come evidenzia anche un report governativo degli Usa (GAO), meno i sintomi sono gravi, meno le persone tendono a segnalarli. In sostanza, dunque, gli eventi avversi sono molti di più di quelli che risultano ufficialmente. Chiarito questo, andiamo a vedere cosa emerge. (Continua a leggere dopo la foto)

Al 26 agosto si registra una massa di circa 77 milioni di dosi somministrate. Come spiega Giuseppe Liturri su La Verità, emerge che “il tasso delle segnalazioni (casi per 100.000 dosi) di eventi avversi si consolida a 119 eventi (128 nel precedente rapporto) e quello delle segnalazioni di casi gravi si attesta a 13 (16 nel precedente rapporto). Il tasso delle segnalazioni con decesso è pari a 0,73 (contro 0,75 del precedente rapporto)”. Cosa è accaduto nelle ultime quattro settimane? “Il tasso di segnalazione degli eventi avversi gravi aumenta dal 12 a 17 (da 49 a 67 le segnalazioni complessive). Le segnalazioni con decessi
aumentano da 498 a 555 di cui quelle valutate dall’algoritmo aumentano da 294 a 396 e ben 7 di queste 102 nuove valutazioni purtroppo si sono concluse trovando un nesso di causalità tra decesso e vaccino”. E questo è il nodo centrale. (Continua a leggere dopo la foto)

In altre parole “se, fino al 26 luglio, solo il 2,4% (7 casi) delle segnalazioni di decesso valutate con l’algoritmo era ritenuta correlabile, ora, in sole 4 settimane, si aggiungono 7 casi su 102, cioè circa il 7%. Portando il totale delle 14 vittime certamente correlabili ad essere pari al 3,5% delle segnalazioni con decesso valutate”. Stando ai dati Aifa, si procede dunque nell’ordine di circa 2 decessi per 10 milioni di dosi somministrate, ma il picco appare evidente. “Ma a essi si aggiungono altre 149 segnalazioni (il 38%) valutate come non classificabili o indeterminate, cioè che non sono assistite da prove sufficienti per il nesso di causalità o sono prive di informazioni sufficienti per cui necessitano ulteriori approfondimenti…”. (Continua a leggere dopo la foto)

A questo punto – con riferimento alle 159 segnalazioni con decesso ancora da valutare con l’algoritmo – se l’ultima percentuale fosse confermata, potremmo contare altri il decessi con legame di causalità accertato. Scrive Liturri analizzando questi dati dell’Aifa: “Altro elemento degno di nota all’interno del rapporto – che dovrebbe indurre a maggiore prudenza e a decisioni meno affrettate – è l’incidenza delle segnalazioni nelle classi di età 20-29 e 30-39 anni. Pari rispettivamente a un tasso di 293 e 367 segnalazioni, quasi il triplo del tasso medio di tutti vaccinati. Se provassimo ad affiancare questo dato a quello della scarsa incidenza di manifestazioni gravi del Covid in quelle classi di età, anche in questo caso prudenza e minore fretta dovrebbero imporsi”. (Continua a leggere dopo la foto)

Complessivamente, 555 di queste segnalazioni gravi all’Aifa (al netto dei duplicati, ovvero dei casi per cui è stata inserita più di una segnalazione) riportano l’esito “decesso” con un tasso di segnalazione di 0,73/100.000 dosi somministrate, indipendentemente dalla tipologia di vaccino, dal numero di dose. In ultima analisi, è da evidenziare anche l’andamento del tasso segnalazione da parte dei cittadini, giunto al 27,3% del totale. “Tale aumento va letto in coincidenza con l’aumento del tasso di segnalazione e va salutato come una positiva presa di coscienza da parte dei cittadini che contribuiscono attivamente al definitivo consolidamento delle conoscenze scientifiche, almeno di breve termine, sull’efficacia dei vaccini”. Altro strumento utile in tal senso è il gruppo Facebook e Telegram di “Danni collaterali“, dove quotidianamente si iscrivono centinai di persone per segnalare le loro esperienze negative con il vaccino. (Continua a leggere dopo la foto)

In conclusione, ricordiamo ancora una volta che – come mette in chiaro il governo Usa – la farmacovigilanza (quindi vale anche per l’Aifa e per l’Italia) basandosi su segnalazioni volontarie di eventi avversi da medici, farmacisti e pazienti, può scoprire i casi, ma non può determinare il tasso di tali problemi. È quanto si diceva in apertura citando il rapporto del GAO al Congresso americano, il quale rileva che il sistema di segnalazione degli eventi avversi della FDA cattura solo dall’1% al 10% di tutti gli eventi avversi. È lecito credere, dunque, che i casi siano molti, ma molti di più.

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