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Indagini, perquisizioni, condanne: così inizia a sgretolarsi il “Sistema De Luca”

Ventinove indagati, un sistema messo in piedi e cementificato in vent’anni, segnato da clientele elettorali e finanziarie intorno alle cooperative sociali. C’è tutto questo nell’indagine che sta facendo crollare, mattone dopo mattone, il castello costruito dal governatore della Campania Vincenzo De Luca, esponente del Partito Democratico che ha rafforzato sempre di più il suo potere nella Regione. Al punto da arrivare a pronunciare, durante la campagna elettorale dell’aspirante sindaco Vincenzo Napoli, la celebre quanto emblematica frase: “Piaccia o non piaccia, Salerno sono io”. E ora alle prese con indagini che interessano molto da vicino diversi suoi fedelissimi.

Indagini, perquisizioni, condanne: così inizia a sgretolarsi il "Sistema De Luca"

Intorno a De Luca, col passare degli anni, hanno infatti iniziato a fare capolino perquisizioni, indagini, sentenze. Come quella, la più recente, che ha colpito il consigliere politico di De Luca per la sanità, Enrico Coscioni, condannato a due anni per violenza privata per aver intimorito tre commissari Asl nominati dall’amministrazione precedenti e invitati, con le cattive, a farsi da parte. Nelle motivazioni, riportate dal Fatto Quotidiano, si parla di Coscioni come della “longa manus del presidente, portavoce di una volontà dichiaratamente politica del suo dominus”. Di dimissioni, dopo lo scandalo, nemmeno a parlarne.

Nello staff del governatore è rientrato anche, con tanto di contratto da 9mila euro, Nello Mastursi, condannato in primo grado a 18 mesi per induzione indebita. Altre persone vicino a De Luca, racconta sempre il Fatto, sono al centro di dossier aperti tra Napoli e Salerno. Come il vicepresidente Fulvio Bonavitacola, nel mirino per gli appaldi per le Universiadi, l’emergenza Covid, le onoranze funebri e gli ospedali modulari. Tra le vicende che hanno tenuto banco nel passato prossimo, anche l’arresto dell’assessore comunale alle Politiche Sociali Nino Savastano, consigliere regionale di Campania Libera, lista civica creata da De Luca.

Durante le indagini che hanno portato all’arresto di Fiorenzo Zoccola, ras delle cooperative salernitane ora in carcere, la squadra mobile ei pm coordinati dal procuratore Borrelli hanno trovato anche appunti dal titolo “Promemoria per il presidente” e “per il dottor Roberto De Luca” (figlio di Vincenzo). Una sorta di lista della spesa delle cose da fare a Salerno. Di recente, Zoccola ha parlato per otto ore davanti al gip. Una testimonianza che potrebbe assestare un ulteriore, durissimo colpo al sistema De Luca.

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