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Immunità diplomatica e niente tasse: l’accordo “segreto” tra il governo e il centro di ingegneria genetica

Nessuno ne parla, ufficialmente, nessuno ne discute. Come spesso accade in questo Paese, tocca alle testate “non mainstream” e ai singoli utenti impegnarsi per far conoscere notizie che vengono volutamente taciute, bollate come “non rilevanti” quando invece di interesse ne nasconderebbero eccome. Ultima in ordine cronoogico, quella del rinnovo dell’accordo tra il governo italiano e il Centro internazionale per l’ingegneria genetica e la biotecnologia (ICGEB), un’intesa che solleva più di qualche inquietante interrogativo.

Di cosa stiamo parlando? Il Centro ICGEB ha iniziato le attività sperimentali di laboratorio nel 1987 come progetto dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per lo sviluppo industriale (UNIDO) e opera come centro autonomo nel sistema comune delle Nazioni Unite dal 1994. Si tratta di un’organizzazione internazionale intergovernativa sostenuta da 65 Paesi e che opera nel campo della genetica molecolare e delle biotecnologie sviluppando ricerche innovative in ambito biomedico, farmaceutico e ambientale.

La sede italiana dell’azienda si trova a Trieste e, come evidente dal documento di ratifica dell’accordo del giugno 2021, recentemente rinnovato, “l’Italia contribuisce all’organizzazione con un finanziamento annuale a carico del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale di 10.169.961 euro”. Non bastasse, il nostro Paese “mette gratuitamente a disposizione del Centro la sede di Trieste”, oltre a regolamentare le spese di manutenzione sulla base di una convenzione più volte rinnovata e particolarmente favorevole per l’ente.

Scorrendo i vari articoli dell’accordo, che potete consultare integralmente qui, emerge anche come l’Italia abbia concesso “immunità di giurisdizione” ai beni del Centro, “inviolabile nei beni e nelle sue proprietà”, e una lunghissima serie di privilegi per i suoi funzionari. Privilegi che spaziano dalla stessa immunità di giurisdizione all’esenzione di imposta sugli stipendi, oltre che all’esenzione da qualsiasi limitazione delle libertà di circolazione e all’immunità nello svolgimento di eventuali missioni.

Un centro di ingegneria genetica, insomma, al quale il nostro governo ha riconosciuto ogni beneficio possibile, compresa l’immunità diplomatica e divieto di arresto e fermo. I funzionari potranno operare in piena libertà nel nostro Paese, godendo tra l’altro di privilegi fiscali invidiabili. La conferma di come il nostro governo abbia molto più a cuore le sorti dei colossi di Big Pharma rispetto a quelle dei propri cittadini.

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