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Il piano del governo per il Natale: chiudere in casa gli italiani

Un governo che continua a cambiare il colore delle Regioni ma che di dare un po’ di respiro ai commercianti a ridosso delle feste di Natale non vuole proprio sentirne. E così mentre Lombardia, Piemonte e Calabria si preparano a passare da zone rosse ad arancioni e Liguria e Sicilia a tornare gialle, nei pensieri giallorosso l’imperativo è “non correre rischi”. Costi quel che costi. Anche perché, in fondo, a pagare un prezzo alto saranno le famiglie, non certo il premier Conte e la sua squadra di fenomenali ministri e super-commissari.

Il piano del governo per il Natale: chiudere in casa gli italiani

Il prossimo dpcm, che Palazzo Chigi spera di firmare già il prossimo 2 dicembre, rischia così di trasformarsi in un regalo tra i peggiori immaginabili: spostamenti vietati tra le Regioni, anche quelle in fascia gialla, con la sola deroga del rientro a casa dei residenti. Gli anziani soli e i parenti lontani, invece, dovranno mettersi l’anima in pace e rassegnarsi a feste all’insegna della tristezza. E ancora: gli impianti sciistici resteranno chiusi, chi vuole divertirsi porti i propri soldi in Austria e Svizzera, coprifuoco dalle 22 alle 6 e quarantena obbligatoria per chi torna dall’estero.

Il piano del governo per il Natale: chiudere in casa gli italiani

Pessime notizie anche per baristi e ristoratori, già tra le categorie più colpite dalle restrizioni imposte dal governo: resterà lo stop fissato per le 18 e, nei giorni di Natale e Santo Stefano, ci sarà addirittura l’obbligo di chiusura totale. A sintetizzare la posizione giallorossa è stato l’esponente Pd Stefano Boccia, che durante l’acceso confronto tra l’esecutivo e le Regioni per cercare una quadra se n’è uscito con una frase infelice eppure molto simbolica: “La messa di mezzanotte? Non è eresia far nascere Gesù bambino due ore prima”.

Il piano del governo per il Natale: chiudere in casa gli italiani

A serio rischio anche la possibilità di uscire di casa per Capodanno: la parte più rigorista del governo è infatti convinta della necessità di lasciare il coprifuoco alle 22 sia il 25 che il 31 dicembre, senza concedere eccezioni. Un Natale diverso, quello che il Conte-bis cercherà di imporre agli italiani. Animato da una filosofia tanto semplice quanto avvilente: vista la nostra incapacità di gestire la seconda ondata, meglio evitare rischi di qui in avanti e rinchiudere gli italiani in casa.

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