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Il governo vuole vaccinare tutti, ma le dosi non bastano: scatta la corsa alle pillole anti-Covid

Pubblicato il 19/11/2021 11:15

Una corsa sfrenata al vaccino, senza sosta, con i colossi farmaceutici sempre più ricchi e i cittadini a chiedersi se l’incubo delle somministrazioni finirà mai. Prima dose, poi seconda, terza. Un domani quarta e chissà quante altre, con anche i bambini pronti, volenti o nolenti, a entrare nel grande parco giochi allestito da Big Pharma. E con un problema non da poco che inizia a fare capolino all’orizzonte: vista la richiesta, sempre più alta, c’è il rischio che i vaccini non bastino per tutti contemporaneamente. Niente paura, però, è già partito un nuovo, redditizio business: quello delle pillole anti-Covid.

Il governo vuole vaccinare tutti, ma le dosi non bastano: scatta la corsa alle pillole anti-Covid

La regina indiscussa dei vaccini, Pfizer, ha annunciato in queste ore un accordo con il governo americano per la fornitura di 10 milioni di dosi della pillola sperimentale antivirale Paxlovid, un’intesa dal valore complessivo di 5,29 miliardi di dollari, con il costo di ogni singola dose quantificato in 530 dollari. Le spedizioni dovrebbero iniziare già alla fine del 2021, con l’azienda farmaceutica che ha parlato di risultati strabilianti: un’efficacia dell’89% nel prevenire il ricovero o la morte nei pazienti a rischio. Il ricavo di Pfizer, stando alle prime stime delle testate americane, potrebbe oscillare tra i 15 e i 25 miliardi di dollari per il 2022.

Una notizia, quella del via libera imminente alla pillola anti-Covid sul territorio americano, che interessa da vicino anche il nostro governo: in attesa dell’ok da parte dell’approvazione ufficiale, secondo Milano Finanza la struttura commisariale guidata dal generale Francesco Paolo Figliuolo “ha già ottenuto il mandato dal ministero della Salute per acquistare 50 mila cicli di trattamento per ciascuna tipologia” di pillola che sarà lanciata sul mercato, non appena le aziende saranno in grado di produrla. Il volume del giro d’affari, anche in questo caso, è facilmente immaginabile.

La lotta alla quarta ondata, che si è già abbattuta sui Paesi europei, è un business nel quale d’altronde tutti vogliono tuffarsi. Compresa AstraZeneca, finita in secondo piano nella produzione di vaccini dopo le tante polemiche per gli eventi avversi legati alla somministrazione dei propri prodotti. L’azienda anglo-svedese è pronta a tornare alla carica, scrive Milano Finanza, con un mix di farmaci pensato per persone che non rispondono bene agli antibiotici: la protezione, stando a quanto dichiarato, sarebbe dell’83%, con durata di sei mesi.

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