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Il futuro sempre più incerto dei navigator: in 2.700 senza contratto da aprile

Pubblicato il 10/02/2021 11:28

Tra le tante proteste che stanno andando in scena in questi giorni in un’Italia ancora paralizzata dalla crisi economica e in attesa di risposte dalla sua classe politica, ce n’è una particolarmente emblematica: quella dei navigator. Introdotti per aiutare posti di lavoro ai beneficiari del reddito di cittadinanza, sono scesi in piazza nelle più grandi città d’Italia raccogliendo l’adesione dei principali sindacati, protesta per la situazione di totale incertezza in cui sono precipitati visti i contratti in scadenza a fine aprile e l’assenza di rassicurazioni.

Il futuro sempre più incerto dei navigator: in 2.700 senza contratto da aprile

La ministra del Lavoro dimissionaria, Nunzia Catalfo, aveva promesso una proroga almeno fino alla fine del 2021. Ma la situazione, considerando anche il cambio di governo e l’avvento di Mario Draghi al posto di Giuseppe Conte in quel di Palazzo Chigi, resta incerta. E riguarda, in totale, ben 2.700 navigator, che non sanno ancora a quale destino andare incontro. Una frustrazione che si è trasformata in rabbia un po’ ovunque, con manifestazioni andate in scena a Torino, Napoli, Milano, Roma, Bari e Palermo.

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Il futuro sempre più incerto dei navigator: in 2.700 senza contratto da aprile

Proteste figlie di una sensazione generale di incertezza che si trascina ormai da mesi, aggravata dalla pandemia che ha costretto i navigator a sospendere i colloqui e passare allo smartworking, rendendo molto più difficili le operazioni. A partire dalla difficoltà di trovare un lavoro ai beneficiari del reddito di cittadinanza, con molte aziende completamente chiuse o con una forte riduzione delle attività e le difficoltà incontrare anche nello scambio di dati tra i vari centri.

Il futuro sempre più incerto dei navigator: in 2.700 senza contratto da aprile

Draghi ora dovrà decidere sul rinnovo o sulla proroga dei contratti. Con il Movimento Cinque Stelle che, dopo aver fortemente voluto il reddito di cittadinanza, ora dovrà difendere quei navigator che chiedono certezze circa il proseguimento del loro impiego. L’aria, però, non è delle migliori: i grillini sono ormai totalmente schizofrenici, devoti all’ex presidente della Bce (definito addirittura “uno di noi”) e subalterni al Pd su molte voci dell’agenda politica. Con queste premesse, impossibile non preoccuparsi.

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