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I soldi del Recovery Fund? “Solo dopo l’ok di tutti i 27 parlamenti nazionali”

Il Recovery Fund continua a essere argomento trattato con artifici degni di un prestigiatore di fama internazionale dal premier Giuseppe Conte, che continua anche in questi giorni a mostrarsi impegnatissimo per riuscire ad accelerare i tempi dell’erogazione del prezioso fondo. Come in passato, d’altronde, quando l’Avvocato del Popolo aveva sudato le proverbiali sette camicie pur di dire agli italiani: “Guardate con quanto impegno mi batto in Europa”. Tutto bello, meraviglioso. Peccato che, però, i risultati concreti continuino a latitare e, anzi, l’accordo raggiunto con gli altri Stati Ue si faccia meno allettante settimana dopo settimana.

I soldi del Recovery Fund? "Solo dopo l'ok di tutti i 27 parlamenti nazionali"

A confermare tutte le difficoltà del Recovery Fund (evidenziate da innumerevoli analisti e puntualmente taciute dal governo) è stato in queste ore l’Alto Rappresentante dell’Unione per gli Affari Esteri Josep Borrell, socialista spagnolo che intervenendo al Forum di Bled a Lubiana ha spiegato come lo stesso percorso di approvazione dell’accordo sia in realtà ancora tutt’altro che scontato: toccherà ai singoli Parlamenti nazionali dare il definitivo lasciapassare, altrimenti si andrebbe in conto a “un grande fallimento”. Niente di sicuro, insomma. E se è vero che pure la fumata bianca finale ci sarà, è altrettanto vero che ad allungare ulteriormenete le tempistiche saranno proprio le regole dei vari Paesi.

I soldi del Recovery Fund? "Solo dopo l'ok di tutti i 27 parlamenti nazionali"

Non proprio la migliore delle notizie, in un momento in cui sono proprio le lungaggini del caso a tenere banco. Tra gli ultimi a puntare il dito contro Bruxelles è stato il giornale La Verità, che ha parlato di “30 miliardi netti di trasferimenti in sette anni destinati all’Italia, cui ne andranno tolti 11 per pagare gli sconti che Olanda, Austria, Danimarca, Germania e Svezia hanno ottenuto sui contributi che avrebbero dovuto versare all’ Ue. Quelli sì che sono bei soldi”. Il tutto con la possibilità di ricevere un prefinanziamento del 10% del totale (da 8 a 20 miliardi) che potrebbe arrivare, forse, nel corso del 2021.

I soldi del Recovery Fund? "Solo dopo l'ok di tutti i 27 parlamenti nazionali"

Oltretutto, per riuscire a farsi anticipare la cifra sarà necessario presentare richieste entro il 15 ottobre, con i piani che saranno però presi in considerazione soltanto a partire dall’inizio dell’anno venturo. Con tutta la calma del mondo, insomma. In fondo, non siamo mica nel bel mezzo di una pandermia dalle conseguenze economiche disastrose. Non fosse tutto maledettamente serio, verrebbe quasi da ridere.

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