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I giudici strappano i minori ai genitori pur di vaccinarli. L’assurdo caso del Tribunale di Milano

Un giudice della Sezione Nona, settore Famiglia del Tribunale di Milano, ha ben pensato di decidere per due minori in merito a vaccinazione e scuola, senza nemmeno mostrare una totale comprensione dei fatti, agendo in base alla propria convinzione ideologica dettata dalla cieca ripetizione di argomentazioni scientifiche obsolete ed anacronistiche. La denuncia viene diffusa da Il Giornale d’Italia.
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Il fatto è avvenuto lo scorso marzo 2022. Una madre di due minori adolescenti, un maschio di 13 anni ed una femmina di 16, ha presentato ricorso per via della decisione del padre dissenziente di non sottoporre i figli a vaccinazione. L’uomo si era posto in giudizio con una lunga ed articolata memoria, coadiuvata dai più recenti dati scientifici, appellandosi al massimo principio di precauzione. Il tutto è avvenuto a pochi giorni dall’abolizione del green pass per attività all’aperto. La questione si poneva in un contesto di estrema conflittualità tra i genitori, che di riflesso aveva coinvolto anche l’ambito scolastico dei figli.
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La 9° Sezione del Tribunale di Milano, in buona sostanza, ha ritenuto che “in relazione alla questione relativa alla vaccinazione SARS-CoV-2, la madre sia il genitore che ha dimostrato una maggior capacità di tutela della salute di (omissis) e di comprensione della sua volontà e, quindi, il genitore più idoneo ad assumere, in autonomia e senza il consenso del padre, tutte le decisioni necessarie in relazione alla sottoposizione di (omissis) al completamento della vaccinazione SARS-CoV-2 nel rispetto della normativa primaria e secondaria vigente in relazione alla somministrazione del suddetto vaccino. La madre deve, quindi, essere autorizzata ad assumere, in autonomia e in assenza del consenso paterno, ogni decisione relativa alla somministrazione della suddetta vaccinazione per il figlio”.
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Una sentenza che non ha tenuto minimamente conto delle argomentazioni del padre, arrivando anche a zittire lui ed il suo avvocato sostenendo che “in questa udienza non si parla di vaccini”, inducendo il genitore ed il suo avvocato a pensare che su tale tema il Giudice volesse fissare un’altra udienza, anche in considerazione de fatto che si avvicinava la scadenza del green pass (1 Aprile). Invece il decreto è poi stato emesso meno di un’ora dopo il termine dell’udienza, bello che pronto.
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Le motivazioni hanno dell’incredibile. C’è di tutto e di più, dal “Comitato Nazionale di Bioetica che si è espresso nel senso che la vaccinazione sugli adolescenti può salvaguardare la loro salute e contribuire a contenere l’espansione del virus nell’ottica della salute pubblica” al fatto che “EMA e AIFA hanno approvato l’uso dei vaccini volti a prevenire la SARS-CoV-2 anche per i minori a partire dai 12 anni sulla base dei dati disponibili, che ne dimostrano l’efficacia e la sicurezza anche per i soggetti compresi nella fascia di età del minore, con effetti indesiderati “generalmente lievi o moderati”. Tutte tesi ampiamente superate secondo il padre ed il suo avvocato.
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Il Giudice, infatti, si è riferito a dati di oltre sei mesi prima, senza minimamente tener conto della rapida evoluzione degli effetti avversi vaccinali, oltre che delle varianti del Covid, rendendo i dati pregressi e il vaccino stesso sempre meno sensati. La sentenza ha poi proseguito con la citazione dei dati statistici riguardanti i malati ed i deceduti da covid-19, dati che si sono rivelati, secondo la difesa, di dubbia rappresentatività, oltre ad essere anacronistici.
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La denuncia riportata sul giornale è quella di una grave situazione, dettata dall’orientamento “pro vax” dei giudici, con difetto totale di imparzialità, attesa la vera e propria anticipazione dei provvedimenti decisori. Un vero e proprio conflitto di interessi secondo la difesa, peraltro con argomentazioni obsolete ed abbandonate oramai anche dalla “scienza” ufficiale, addotte dai giudici in uno scenario che evolve rapidamente. Si tratta di un orientamento dottrinario risalente ad un anno fa, oramai vetusto, che non rispecchia gli sviluppi scientifici più recenti e che non promuove, né garantisce il benessere psicofisico della prole e delle famiglie coinvolte.
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Insomma, siamo arrivati al punto in cui, in certi casi, quella narrazione unica piena di smentite e controsensi che ha martellato gli italiani per due anni, riesce addirittura a spaccare intere famiglie, utilizzando i propri figli come carne da macello per insane ideologie e meschine posizioni che poco hanno a che vedere con la salute della propria prole. C’è da augurarsi che, dopo le iniezioni imposte dalla madre, nulla di brutto possa accadere a due creature che, comunque, si trascineranno certamente un grande trauma per il resto della loro vita.

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