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Green pass, rissa a destra. FdI accusa la Lega: “Votano per tenerlo”. Cosa è successo in Commissione

Pubblicato il 18/02/2022 09:01

È guerra totale a destra per il Green pass, e tra Lega e Fratelli d’Italia volano stracci. La maggioranza, di cui fa parte il partito guidato da Salvini, ha infatti cassato l’ordine del giorno presentato da FdI che avrebbe potuto dare una smossa per far cadere il Green pass assieme allo stato di emergenza. La stessa maggioranza, guarda caso, ha poi accolto altri ordini del giorno del Carroccio e del M5S sulla stessa linea. E mentre tutti (compresi i televirologi della prima ora) assicurano che né il Cts né lo stato di emergenza avrebbero senso di essere ancora in auge oltre il 31 marzo, ancora non si è capito bene cosa ne sarà del lasciapassare. “Questa mattina alla Camera i partiti della maggioranza senza distinzioni hanno votato contro la revoca del Green pass con lo scadere dello stato di emergenza fissato al 31 marzo – spiega il deputato di Fratelli d’Italia, Augusta Montaruli – Questa richiesta di Fratelli d’Italia era stata formalizzata con un ordine del giorno legato all’ultimo decreto covid in fase di conversione”. (Continua a leggere dopo la foto)

Ma – è l’accusa di FdI – i partiti che sostengono Mario Draghi, Lega e Forza Italia compresi, avrebbero votato No. “Riteniamo che con il venire meno dello stato di emergenza vengano meno anche i presupposti di forma e di sostanza per la compressione di diritti fondamentali subordinati alla lettura di un codice – insiste Montaruli – Evidentemente i partiti di governo vogliono trasformare il Green pass in una misura ordinaria. Non accetteremo che il green pass diventi il passaporto o la carta d’identità degli italiani e la normalizzazione delle discriminazioni che ne derivano”. (Continua a leggere dopo la foto)

Immediata la risposta della Lega, arrivata tramite Claudio Borghi: “Vedo che stanno uscendo messaggi su Green pass e stato di emergenza. È la solita propaganda. Sono i soliti ordini del giorno che come già dimostrato non servono a niente. In commissione fra poco andrà in votazione l’emendamento per fine green pass e quello sì diventerebbe legge”. Riuscirà ad ottenere i voti necessari? Già, perché da par suo anche la Lega fa “il pesce in barile”. Questo modo di dire è infatti molto appropriato alla situazione. L’espressione sta a intendere l’atteggiamento di chi di fronte a una certa situazione faccia finta di nulla per evitare seccature, incombenze o per non schierarsi apertamente, rimanere neutrale, restare indifferente. Oppure è anche riferito al comportamento di chi fortissimamente neghi o finga di non sapere, per timore delle conseguenze. Infatti, secondo quanto riporta l’Ansa, i deputati trentini della Lega Diego Binelli, Vanessa Cattoi, Martina Loss e Mauro Sutto si sono visti accogliere alcuni ordini del giorno da parte del governo, che valuterà se e come mettere in pratica le richieste del Carroccio. (Continua a leggere dopo la foto)

Si parla – come spiega il sito di Nicola Porro – di allentamento delle misure di contenimento, abrogazione del green pass entro e non oltre il 31 marzo 2022, cancellazione dell’obbligo di FFP2 negli impianti sciistici. Sul lasciapassare però si registrano anche altre tensioni. Come quelle all’interno dell’ormai Movimento 5 Stelle allo sbando. Unici fedelissimi alla linea con questa misura liberticida e antidemocratica i sinistri del Pd e di Leu, il partito di Speranza.

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