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Governo Draghi, il centrodestra in Senato ora ha più voti dei giallorossi

Pubblicato il 19/02/2021 10:48 - Aggiornato il 19/02/2021 10:49

Nella corsa sfrenata all’adulazione verso Mario Draghi, eletto a salvatore della patria dalle forze che hanno scelto di aderire al suo progetto di totale asservimento all’Europa, ci sono alcune bizzarrie evidenziate dal voto di fiducia incassato dal premier prima al Senato e poi alla Camera in queste ore. L’ex presidente della Bce gode di un sostegno ampio, figlio dell’obbedienza di quasi tutte le forze politiche al richiamo della Troika. Con il blocco di centrodestra che, però, ha assunto un peso specifico superiore rispetto alla coalizione formata da Pd, Movimento Cinque Stelle e Leu.

Governo Draghi, il centrodestra in Senato ora ha più voti dei giallorossi

A dirlo è la matematica, dopo lo strappo di una parte del Movimento che ha deciso di non giurare fedeltà a quel Draghi protagonista, in tempi non sospetti, della svendita dell’Italia ai poteri finanziari dal panfilo Bretannia. E così i voti grillini a favore del premier sono stati in Senato 71, ai quali vanno sommati i 35 del Pd e i 4 di Leu. Il gruppo giallorosso vanta così ora 110 senatori, mentre Lega e Forza Italia arrivano, insieme, a 115, imponendosi così come il gruppo più rappresentantivo.

Governo Draghi, il centrodestra in Senato ora ha più voti dei giallorossi

Vero che poi a questo totale vanno aggiunti anche i voti di forze minori come Italia Viva, gli Europeisti di Tabacci e Merlo e le Autonomie. Ma di fatto, se Lega e Forza Italia non avessero aderito al progetto di Draghi, il premier non avrebbe avuto i numeri, soprattutto in Senato. Alla Camera, invece, l’asse Pd-Leu-M5S ha tenuto botta e, nonostante la defezione di 30 deputati pentastellati, conserva una quarantina di voti in più rispetto al blocco di centrodestra.

Governo Draghi, il centrodestra in Senato ora ha più voti dei giallorossi

Uno spostamento, quello dell’asse politico, dalle conseguenze ancora da verificare. Ma non è difficile immaginare quali trame potranno venirsi a creare nei prossimi mesi. Con Berlusconi, per esempio, che forte di questo ritrovato protagonismo potrà giocare facilmente di sponda con i moderati, Renzi in primis. E con Lega e Cinque Stelle che, persa la carica anti-sistema con la quale si erano presentati agli italiani, si troveranno ora a sedersi abitualmente a tavola con il Rottamatore e il Cavaliere per decidere dell’Italia che sarà.

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