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Focolaio di Covid nella centrale del 118: gli operatori erano tutti vaccinati

Da una parte c’è un governo, quello guidato da Mario Draghi, che ha smesso da tempo di porsi domande, convinto che vaccinare obbligatoriamente la popolazione sia l’unico modo per affrontare l’emergenza Covid. Dall’altra, Paesi come Danimarca e Svezia, che hanno sospeso la somministrazione sui ragazzi in attesa di maggiori dettagli circa la possibilità di contrarre miocarditi dopo la seconda dose. Ai politici che sostengono il nostro esecutivo, però, ragionamenti di questo tipo non interessano. E pazienza se, in realtà, di campanelli d’allarme ce ne sarebbero, e parecchi.

Focolaio di Covid nella centrale del 118: gli operatori erano tutti vaccinati

A riprova di quanto poco efficace sia la strategia di costringere gli italiani alla doppia dose, con conseguente Green pass che in realtà non è affatto sinonimo di sicurezza, ecco l’ennesimo episodio, stavolta da Cosenza: un focolaio di Covid scoppiato tra il personale del 118, con almeno 7 persone già risultate positive. Di queste, alcune erano impiegate nella postazione di emergenza, altre nella centrale operativa.

L’Asp si è affrettata a chiarire che la situazione è sotto controllo, in attesa dei risultati dei tamponi effettuati su tutto il personale. Con il rischio, però, che nel frattempo i positivi possano aver infettato altri cittadini durante degli interventi. Soltanto nelle prossime ore si capirà se il focolaio è effettivamente circoscritto o meno.

Tutto il personale sanitario risultato poi positivo aveva, ovviamente, il Green pass, ormai obbligatorio per poter lavorare. Eppure non è stato sufficiente il certificato per evitare che il Covid si diffondesse. Perché vincolare la possibilità di una vita normale alla doppia dose e a un foglio di carta, oltre che ingiusto, è pericoloso: convince i cittadini di essere al sicuro dal virus quando, in realtà, non lo sono.

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