in

“Escluderemmo anche un obeso”. Pregliasco, apartheid medica anche con chi è in sovrappeso

Nell’Italia delle discriminazioni di Stato, delle umiliazioni costanti a una parte della popolazione additata addirittura dal premier Draghi come “responsabile della pandemia”, è successo anche, purtroppo, di imbattersi nel pasticciaccio bruttissimo dell’Istituto sanitario Galeazzi di Milano. Come raccontato dal programma Fuori dal Coro, all’interno dell’ospedale si è arrivati addirittura a negare ai pazienti non vaccinati la possibilità di operarsi, lasciandoli in attesa di interventi chirurgici sempre rinviati per dare invece la priorità a chi ha già ricevuto le dosi dei farmaci anti-Covid. Uno scandalo che ha visto coinvolto in prima persona il direttore della struttura, il virologo-star Fabrizio Pregliasco.

Il diretto interessato in queste ore ha negato qualsiasi coinvolgimento, accusando Fuori dal Coro di non averlo interpellato per sentire la sua versione dei fatti. Nel servizio della trasmissione condotta da Mario Giordano, sono però gli stessi operatori della struttura a puntare il dito contro Pregliasco: “Abbiamo ricevuto un’indicazione proprio dal professor Pregliasco: i pazienti devono essere in possesso della terza dose oppure di una seconda dose eseguita da meno di cinque mesi. In alternativa, devono essere guariti dal Covid da meno di 6 mesi”. Senza il cosiddetto “Super Green pass”, insomma, niente interventi.

Nel corso del programma Zona Bianca, faccia a faccia con il giornalista Francesco Borgonovo, Pregliasco ha cercato di correggere il tiro, sostenendo che a essere rinviate erano soltanto le operazioni meno urgenti (“Come l’alluce valgo”). Ammettendo però tra le righe: “Dobbiamo fare delle scelte, abbiamo una richiesta pazzesca e dobbiamo fare delle valutazioni”. E ancora: “Chi non ha la terza dose è una persona che rischia di potersi infettare in ospedale”. A domanda sui criteri di selezione dei pazienti, il virologo ha poi rimarcato: “Se arrivasse un paziente obeso lo rimanderemmo indietro? Se ha dei problemi sì, c’è una classificazione anestesiologica”. Una frase, quest’ultima, che ha fatto sbottare ulteriormente gli utenti sui social, arrivati a parlare di una vera e propria “apartheid medica” attuata da Pregliasco.

Pregliasco, in difficoltà di fronte alle domande di Borgonovo, ha poi iniziato a denigrare il giornalista, dandogli del “pennivendolo” e dando vita a un acceso scontro, ridendo delle accuse mosse contro l’ospedale milanese da lui diretto. E ribadendo che la struttura “è in una difficoltà pazzesca” e che i pazienti in attesa di un’operazione “saranno presto contattati”. Per chi non è vaccinato non resta che aspettare, insomma. Osservando nel frattempo Pregliasco intento a sghignazzare in diretta, cercando di sminuire la portata dello scandalo.

Ti potrebbe interessare anche: Propaganda Live, bufera su Makkox per un tweet volgare e sessista

Sostieni il paragone.it, abbiamo bisogno del tuo aiuto: DONA

In tempi così difficili per l'editoria garantire un'informazione contro il sistema e volta a smascherare i magheggi delle elite è sempre più difficile. Parlare del vaccino e della campagna vaccinale da un'altra prospettiva è rischioso. Sostieni il duro lavoro che ogni giorno svolgiamo schierandoci contro quella logica che vede l'informazione passare addomesticata solo per i canali mainstream. Diventa anche tu sostenitore de ilparagone.it e difendi l'informazione libera!

“Non li abbiamo”. Paragone chiede i documenti sul vaccino ai minori, la risposta di Aifa è vergognosa

Il prof. Donzelli gela il Senato sull’efficacia dei vaccini: le sue parole in audizione, dati alla mano