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“Niente operazioni per i non vaccinati”. La denuncia di Fuori dal Coro: cosa succede in un ospedale di Milano

“Pazienti non vaccinati in attesa da mesi per un intervento chirurgico che non arriva mai”. questa la denuncia lanciata da Fuori dal Coro, il programma diretto da Mario Giordano e in onda su Rete 4, sulla base di segnalazioni ricevute da alcuni pazienti dell’ospedale Galeazzi di Milano. Persone come Kevin, che aspetta un’operazione e che una volta arrivato all’ufficio ricoveri si è però sentito chiedere il vaccino, che non ha mai ricevuto per scelta. Stessa risposta ricevuta da Raffaella, anche lei nella stessa situazione: “Ci dispiace ma i pazienti devono avere la terza dose di vaccino”.

Niente cure, dunque, senza il Super Green pass. In barba al giuramento di Ippocrate, ennesima conferma della follia alla quale ci hanno spinto i nostri governanti con la loro caccia alle streghe a danno della popolazione non vaccinata. Nel servizio di Fuori dal Coro Raffaella, una delle pazienti intervistate, ha spiegato di essere in attesa di due anni per un intervento chirurgico a un piede, mai effettuato: “Ho dolori forti soprattutto di notte e mi è stata prescritta un’operazione”. Kevin, invece, è in lista per risolvere un problema al polso che gli impedisce di lavorare. Per entrambi era arrivato il momento dell’intervento, poi la brutta sorpresa.

“Se volete operarvi dovete avere il vaccino” è stata la presa di posizione dell’ospedale. Nel corso del servizio, i due hanno telefonato in diretta al Galeazzi di Milano, sentendosi rispondere: “Abbiamo ricevuto un’indicazione proprio dal professor Pregliasco (direttore sanitario della struttura, ndr): i pazienti devono essere in possesso della terza dose oppure di una seconda dose eseguita da meno di cinque mesi. In alternativa, devono essere guariti dal Covid da meno di 6 mesi”.

Con una comunicazione ufficiale fatta arrivare a tutto il personale della struttura, dunque, è stato fatto divieto di operare pazienti sprovvisti del cosiddetto Super Green pass. “Una mail interna” come chiarito dall’operatore del Galeazzi, dunque un documento non ufficiale e che però vincola chi lavora nell’ospedale. Un obbligo non previsto in nessun decreto del governo eppure realmente attuato in una struttura che, per ammissione dei dipendenti intervistati, “dà la precedenza ai pazienti vaccinati”. “Io pago le tasse e do il mio contributo al sistema sanitario nazionale – è l’amara conclusione di Raffaella – ma quando serve non posso ricevere cure adeguate”.

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