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“Quasi in ospedale per il vaccino”. La confessione di Elon Musk: “Cosa mi è successo dopo l’iniezione”

Pubblicato il 30/09/2023 10:07

Fino a qualche mese fa, chi provava a esprimere perplessità sull’efficacia e la reale sicurezza dei vaccini anti-Covid veniva puntualmente bollato come “pericoloso no vax” e fatto oggetto di aggressive campagne d’odio sui social. Un destino toccato di tanto in tanto anche a qualche personaggio famoso, puntualmente messo alla gogna da virologi, scienziati e testate mainstream. Tra i più famosi, il tennista Novak Djokovic, diventato di colpo un bersaglio pubblico solo per aver espresso i suoi timori in merito alla somministrazione. Ora, per fortuna, le cose stanno pian piano cambiando, anche perché si sta facendo strada una verità ben diversa sugli effetti collaterali e sull’utilità delle somministrazioni di massa. Un quadro diverso che ha visto anche l’intervento di Elon Musk. (Continua a leggere dopo la foto)
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elon musk vaccino

Musk ha citato proprio il caso del campione serbo, attualmente impegnato alla Ryder Cup, per parlare dei vaccini e degli obblighi che li hanno accompagnati: “Preferirei andare in prigione piuttosto che licenziare brave persone che non vogliono vaccinarsi. Quanto a me, ho contratto il Covid originale prima che fosse disponibile il vaccino (lievi sintomi del raffreddore) e ho dovuto fare tre vaccini per i viaggi. Il terzo vaccino mi ha quasi mandato in ospedale”. (Continua a leggere dopo la foto)

elon musk vaccino

“Quasi in ospedale per il vaccino”. La confessione di Elon Musk

“Quante altre persone là fuori hanno sintomi che derivano effettivamente dal vaccino o dal trattamento Covid, piuttosto che dal Covid stesso? – si è chiesto Musk – Per quanto riguarda coloro che non hanno preso alcun vaccino, beh Djokovic ha appena vinto un numero record di tornei del Grande Slam…”. (Continua a leggere dopo la foto)

elon musk vaccino

“Non è che non creda nei vaccini, ci credo – ha concluso l’imprenditore – Tuttavia, la cura non può essere potenzialmente peggiore della malattia. E il dibattito pubblico sull’efficacia non dovrebbe essere interrotto”.

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