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“Devono rendere pubblici i contratti!” La richiesta che cambia tutto nello scandalo Pfizer-von Der Leyen (VIDEO)

Pubblicato il 18/12/2022 13:05

Quasi non ci crediamo: non è una pericolosa complottista No-vax a invocare la “trasparenza” sulle opache trattative tra l’Unione europea e le aziende Big pharma, ma, come apprendiamo da La Verità, si tratta di Sandra Gallina, capo negoziatore dell’Ue con le aziende farmaceutiche. Se le polemiche sul vaccino Covid “non testato” per la non trasmissibilità del virus – come aveva candidamente ammesso Janine Small, dirigente Pfizer per i mercati emergenti – continuano a destare scalpore, ancora nulla ci è dato sapere circa le conversazioni e i messaggi scambiati tra il Ceo di Pfizer, Albert Bourla, e Ursula von Der Lyen, durante la fase di acquisto di 4 miliardi e mezzo di dosi di vaccini, senza alcuna evidenza della loro efficacia. Appena ieri, davamo conto di come la Procura europea (EPPO) avesse confermato un’indagine in corso sull’acquisizione di vaccini COVID-19 nell’Unione europea. Tutto questo mentre, come si legge QUI, vi è ancora chi esalta la funzione salvifica delle vaccinazioni a valanga.

Non vi è alcuna attinenza logica, ma di certo il terremoto politico dell’inchiesta Qatargate sta già minando la credibilità delle istituzioni europee e, probabilmente, qualcuno sente franare la terra sotto i piedi e partono le prese di distanza e i distinguo. Sandra Gallina è la stessa eurocrate che ha posto il timbro sui contratti segreti tra l’Unione europea e Big pharma. Ora, ospite di “Live in Bergamo” su Sky TG24, bontà sua, anche lei conviene sul dover fare “trasparenza sin dall’inizio”. Meglio tardi che mai, verrebbe da dire. (Continua a leggere dopo il VIDEO)

Pur non nutrendo “alcun dubbio” sul principio della segretezza delle trattative e dei negoziati con Pfizer e le altre multinazionali del farmaco, il problema della linearità degli accordi se lo pone (solo ora) anche Sandra Gallina. E dunque, pur se nominalmente lei fosse la referente degli accordi, i dubbi continuano a sussistere sull’intervento in prima persona della baronessa von Der Lyen. Posto che 4 miliardi e mezzo di dosi sono uno sproposito in rapporto alla popolazione europea, praticamente dieci vaccini a testa, neppure il Difensore civico europeo, che aveva chiesto di consultarle, ha potuto avere accesso alla fitta corrispondenza tra l’amministratore delegato della Pfizer, Albert Bourla, e la stessa von Der Lyen per sbloccare la consegna delle fiale già promesse, nella primavera del 2021. Sulla vicenda, va detto, è in corso una indagine dell’Europrocura, mentre, dal canto suo, Albert Bourla per due volte non ha risposto all’invito della commissione d’inchiesta sulla pandemia istituita dal Parlamento Ue. Già in ottobre dieci eurodeputati, guidati dal croato Mislav Kolakusic, avevano sottoscritto una richiesta, appunto, di “trasparenza” sulla corrispondenza Bourla/von Der Lyen, che naturalmente non ha avuto alcun riscontro. (Continua a leggere dopo la foto)

Durante la trasmissione di Sky TG24, la dottoressa Gallina ha, poi, sostenuto che “bisogna parlare di post Covid più che di Long Covid. Ci sono oltre 8mila studi con i sintomi più disparati”. Ma, ha aggiunto, “ancora non sappiamo cosa sia” questa sindrome del post Covid.

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