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Conte convocato dal Copasir: “Vogliamo chiarezza sulla riforma degli 007”

Una storia dalle tinte ancora fumose, troppo. Che rischia di complicarsi col passare dei giorni soprattutto per il premier Conte, invitato in queste ore dall’Ufficio di Presidenza del Copasir per un colloquio ovviamente riservato e in data ancora da definire. Il segnale di come anche il Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica sia intenzionato a volerci vedere chiaro in merito a una storia, la riforma dei vertici degli 007, diventata parecchio spinosa per il presidente del Consiglio, sotto accusa per la scelta di introdurre nel silenzio generale la norma all’interno di un decreto legge pensato, teoricamente, per rilanciare l’economia colpita dal coronavirus. E costretto a fare i conti anche con il fuoco amico.

Conte convocato dal Copasir: "Vogliamo chiarezza sulla riforma degli 007"

Riepilogando, per chi si forse perso qualche puntata di questa assurda telenovela. Ad agosto Conte infila del dl Covid-19 il prolungamento della durata dei vertici dell’intelligence italiana. Un passaggio che viene a galla soltanto settimane dopo, nello stupore generale, e che fa subito discutere, vista anche la delicatezza dei rapporti tra la politica e il mondo degli 007. Poco dopo, il patatrac: diverse decine di deputati del Movimento Cinque Stelle presentano un emendamento al decreto chiedendo di abolire proprio quella norma voluta dal governo, costretto alla fine a mettere la fiducia per far rientrare in fretta e furia il dissenso.

Conte convocato dal Copasir: "Vogliamo chiarezza sulla riforma degli 007"

Problema risolto? Mica tanto, considerando che gli strascichi sono tanti e velenosi. In molti hanno ricordato a Conte, in queste ore, le polemiche del 16 giugno, quando il governo aveva prorogato di un anno attraverso un dpcm l’incarico di Mario Parente, direttore dell’Agenzia informazioni e sicurezza interna (Aisi). Un tentativo stroncato dalla Corte dei Conti, che aveva ritenuto illeggittima la procedura. Con Conte che, a quel punto, aveva optato per una nuova soluzione: inserire nel decreto Covid una norma per autorizzare il rinnovo dei vertici degli 007 “per quattro anni al massimo”. Un modo per garantire comunque a Parente l’atteso prolungamento dell’incarico e della quale il premier aveva guarda caso “dimenticato” di riferire sia al Copasir che agli italiani al momento di annunciare il dl Covid-19.

Conte convocato dal Copasir: "Vogliamo chiarezza sulla riforma degli 007"

Le difficoltò del premier, sotto accusa per il suo tentativo di tenere in pugno i capi dei servizi, si sono così trasformate in occasione ghiotta per i suoi nemici interni alla coalizione giallorossa. I Cinque Stelle sono andati all’assalto, gettando ulteriore imbarazzo su Palazzo Chigi. E il sospetto è che dietro la manovra ci sia Luigi Di Maio, il ministro degli Esteri che ha ormai completato la trasformazione da leader di un Movimento rivoluzionario a politico ambizioso e spregiudicato. Conte ha incassato il colpo. Ma le conseguenze potrebbero essere più pesanti del previsto.

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