in

“Ci consegneremo alla Cina e non salveremo l’ambiente”. L’allarme dell’esperto

Pubblicato il 09/06/2022 09:44

Quale futuro attende il mondo delle quattro ruote e le tasche dei cittadini dopo il voto del Parlamento Europeo sull’abolizione delle auto a combustibile fossile? Una domanda che si stanno ponendo in tanti in queste ore e alla quale ha tentato di dare una risposta Guido Costantini, direttore della testata Al Volante, molto perplesso: “Questo è un voto sul filo del rasoio. Le posizioni più caute sul passaggio integrale all’elettrico del ministo Giorgetti erano condivisibili. Anche il ministro Cingolani ha avvisato che con questa scelta vengono messi in discussione 300 mila posti di lavoro. Ora si impone di tutelare gli interessi dell’industria e dell’economia nazionale dell’automotive”.

Intervistato da Tommaso Lorenzini per Libero Quotidiano, Costantini ha commentato così la decisione di abolire i motori diesel e benzina: “Intanto c’è da capire se la direzione presa dall’Ue disattenda il principio di neutralità tecnologica. Se si punta solo sulle auto elettriche vengono tagliate fuori soluzioni alternative percorribili, come i carburanti sintetici: sempre di combustibile che brucia si tratta, ma i livelli di inquinamento sono molto più bassi. Invece l’Ue butta via i miglioramenti di emissioni fatti dai motori tradizionali”.

Come spiegato da Costantini, “se è vero che l’auto elettrica non emette Co2, tuttavia per produrla, dalla scocca alla piattaforma agli interni passando per la batteria, vengono attivati processi complessi che emettono la fatidica Co2 e altre sostanze inquinanti. Il tema di fondo è che l’auto pulita non esiste. E qui si apre un altro capitolo, quello dell’energia elettrica che ricaricherà le batterie per far muovere la vettura. Se questa energia è prodotta da centrali a carbone, per quanto all’avanguardia, o comunque non da fonti rinnovabili, si torna punto e a capo”.

Il rischio è che i costi dell’addio all’auto tradizionale siano alti tanto per l’industria quanto per il cittadino: “L’industria, grazie ai grandi numeri, riesce nell’efficientamento e nell’abbassamento dei costi. Questo comporta che, mano a mano che si diffonderanno le auto elettriche, si assisterà a una curva di aumento di costo che dovrebbe incrociare quella delle auto tradizionali nel 2024-26. Però attenzione: è una curva che va verso l’alto, quindi le auto costeranno più di adesso. Il presidente Renault Luca De Meo lo ha detto chiaramente: scordatevi auto elettriche dal costo di 20 mila euro. Il rispetto di standard sempre più severi comporta costi più alti. E questo peserà sul consumatore”.

Il risultato finale? “Saremo legati ai cinesi. Sono loro che dominano il settore dell’estrazione dei metalli rari e delle materie prime che servono per realizzare le batterie, e sono i leader della lavorazione”.

Ti potrebbe interessare anche: “In arrivo la sesta ondata”. Gli ipervaccinati di Israele lanciano l’allarme: e da noi c’è chi si sfrega già le mani

Sostieni il paragone.it, abbiamo bisogno del tuo aiuto: DONA

In tempi così difficili per l'editoria garantire un'informazione contro il sistema e volta a smascherare i magheggi delle elite è sempre più difficile. Parlare del vaccino e della campagna vaccinale da un'altra prospettiva è rischioso. Sostieni il duro lavoro che ogni giorno svolgiamo schierandoci contro quella logica che vede l'informazione passare addomesticata solo per i canali mainstream. Diventa anche tu sostenitore de ilparagone.it e difendi l'informazione libera!
-->

Mascherine agli esami, la sentenza del Tar scatena l’ira di Codacons e famiglie

Referendum sulla giustizia, ecco per cosa si vota: le ragioni del sì e quelle del no a confronto