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Immigrati, il mistero della nave turca. Centinaio smonta in diretta una storia che non regge (VIDEO)

Pubblicato il 09/03/2023 21:52 - Aggiornato il 09/03/2023 21:55

“Quanto carburante può contenere un caicco?”, per attraversare il Mediterraneo dalla Turchia alle coste calabresi, si domanda Gian Marco Centinaio. C’è qualcosa che non quadra nella tragica vicenda del naufragio di Cutro, in cui sono morte oltre settanta persone e decine sono i dispersi. Con ancora negli occhi le drammatiche immagini, occorre tuttavia approfondire la vicenda con lucidità. Anche la puntata di stamane di Omnibus, il talk show di La7 condotto da Gaia Tortora, tra gli altri temi non poteva non tornare anche su quanto accaduto all’alba del 26 febbraio. Tra gli ospiti, appunto, il vicepresidente del Senato ed esponente della Lega, che anzitutto si interroga sulla questione del carburante. Il caicco – dal turco kayık, “barca” – è, come oramai abbiamo tristemente imparato a conoscere, una imbarcazione bialbero di origine turca, nata come barca da pesca e carico e interamente costruita in legno. Prima, Centinaio fa una doverosa premessa: “Ci sono delle falle e dei buchi nel processo di salvataggio e di controllo, sono il primo a dire di cambiare le regole”; poi, ecco i dubbi che avanza su una barca “partita dalla Turchia e che ha attraversato mezzo Mediterraneo e nessuno se n’è accorto”. L’altra domanda è appunto quella inerente all’autonomia di una imbarcazione del genere. (Continua a leggere dopo il VIDEO)
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Qui interviene la conduttrice, che dunque rilancia e domanda chi allora possa entrare nel nostro Paese. “Entra chi ha diritto ad avere dei diritti umanitari, i rifugiati”, è la risposta. Un dibattito annoso e che pare non trovare mai una soluzione. Nel giorno in cui il Consiglio dei ministri si è riunito a Cutro, il leghista afferma: “Quando leggo di commissariare Piantedosi, spero in invenzioni giornalistiche”. Anche perché, citiamo alla lettera: “Se scappi da un Paese dove oggettivamente non ci sono problemi di dittatura, di guerra, di atrocità, se vuoi entrare in Italia lo fai chiedendolo”. Non, dunque, “prendendo un barchino e andando in mare”, prosegue Centinaio. (Continua a leggere dopo la foto)

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Anche perché “Negli altri paesi civili non succede. Se chiedono di entrare – ha sottolineato il senatore leghista – ci sono delle quote precise”.

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