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Berlusconi ora invoca il Mes: ‘Da lì possono arrivare soldi fondamentali per affrontare la crisi coronavirus’

Pubblicato il 20/03/2020 16:01 - Aggiornato il 21/03/2020 01:35

Silvio Berlusconi invoca l’intervento del Mes. Mentre tanti economisti invitano ancora il premier Giuseppe Conte a non firmare il trattato di modifica del Meccanismo europeo di stabilità, sostenendo che potrebbe rivelarsi un pericolosissimo boomerang per la nostra economia, il leader di Forza Italia ne parla come di uno strumento prezioso per uscire dalla crisi dettata dalla pandemia del coronavirus.

Berlusconi ora invoca il Mes: "Da lì possono arrivare soldi fondamentali per affrontare la crisi coronavirus"

Intervistato nel corso del programma Radio Anch’io su Radio 1, Berlusconi ha ammesso che “l’Europa non è stata all’altezza della situazione, ma spero che le cose stiano cambiando. Se fallirà in questa occasione sarà la fine del sogno europeo”. Secondo l’ex premier c’è la necessità di un intervento del Mes per superare questa crisi sanitaria ed economica: “Dopo aver dato pessimi segnali all’inizio, la Banca centrale europea si è decisa ad agire per introdurre liquidità nei mercati. Ora ci viene detto che ci sono 740 miliardi a disposizione che saranno investiti per l’acquisto di titoli pubblici dei vari Stati e anche in obbligazioni emesse dalle imprese. Anche questo però non basta”.

Berlusconi ora invoca il Mes: "Da lì possono arrivare soldi fondamentali per affrontare la crisi coronavirus"

“Ci sono i 410 miliardi del Mes, il meccanismo di stabilità, il cosiddetto fondo Salva Stati, che si dovrebbe trasformare in fondo ‘Salva Europa’, che possono essere immediatamente disponibili e destinati allo sviluppo delle economie europee, senza vincoli di bilancio degli Stati, senza il requisito della condizionalità e naturalmente senza l’intervento di alcuna Troika di controllo”.

Berlusconi ora invoca il Mes: "Da lì possono arrivare soldi fondamentali per affrontare la crisi coronavirus"

Parole che segnano uno spartiacque nel centrodestra, con Lega e Fratelli d’Italia che finora avevano invece denunciato i rischi derivanti dall’introduzione della riforma del Mes proposta da Bruxelles e al momento in discussione tra gli Stati membri. Una rivoluzione che vedrebbe il debito italiano, popolo di risparmiatori, tra i più esposti. E che in molti continuano, però, a sottovalutare.

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