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“Bastar**”. Saviano a processo per gli insulti choc a Giorgia Meloni. Ma lo scrittore chiede “la grazia”

Pubblicato il 09/11/2022 11:17

Da quando ha deciso di cimentarsi a sua volta nell’arena della politica, prendendo posizioni nette a favore o contro i vari partiti italiani, Roberto Saviano è finito spesso al centro di ferocissime polemiche. Con attacchi che non sono mancati anche da parte di quegli utenti che pure apprezzano lo scrittore per l’impegno nella lotta alla mafia, non condividendone però certe sparate che sembrano fatte più che altro per provare a collezionare like sui social. E che rischiano, ora, di costare anche parecchio care all’autore di Gomorra, che a causa di alcune parole al vetriolo rivolte agli esponenti del centrodestra, compresa la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, si troverà a dover fare i conti con la giustizia italiana. (Continua a leggere dopo la foto)

Saviano non ha mai nascosto la sua avversione per gli attuali esponenti del centrodestra. Tanto da essere arrivato in passato a usare espressioni come “ministro della malavita” per descrivere l’allora ministro degli Interni Matteo Salvini, che si trovava al governo insieme al M5S. Il prossimo 15 novembre, però, lo scrittore sarà protagonista della prima udienza del processo per diffamazione intentato da Giorgia Meloni nei confronti dello scrittore. (Continua a leggere dopo la foto)

Come ricostruito dal Tempo, la querela si basa sulla dura requisitoria che Saviano pronunciò nel dicembre 2020 nel talk “Piazza Pulita” nei confronti delle posizioni politiche dei leader della Destra sul tema immigrazione. Testualmente: “Vi sarà tornato alla mente tutto il ciarpame detto sulle ong: “taxi del mare”, “crociere”… viene solo da dire bastardi. A Meloni, a Salvini, bastardi, come avete potuto? Come è stato possibile, tutto questo dolore descriverlo così?”. (Continua a leggere dopo la foto)

Nel novembre 2021 il giudice per le indagini preliminari definì “esorbitante, rispetto al diritto di critica politica, l’epiteto “bastarda”” e decise il rinvio a giudizio dello scrittore. Sulle pagine de La Stampa è stata pubblicata una lettera-appello di Burhan Sonmez, presidente della Pen International, che rivolgendosi proprio a Meloni ha chiesto di ritirare la denuncia. Saviano ha ringraziato e rilanciato, confermando dunque la richiesta di “grazia”. Non proprio una bellissima figura, comunque andrà a finire.

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