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Autostrade, 8 miliardi per comprare qualcosa già nostro. E i 5 Stelle hanno il coraggio di festeggiare

Il sottosegretario al ministero degli Interni Carlo Sibilia ha parlato di “giorno della svolta”. L’ex ministro dei Trasporti, il disastroso Danilo Toninelli, ha celebrato l’evento come “la chiusura di un capitolo”. Parole vuote, quelli di un Movimento Cinque Stelle che si limita ormai a prendere in giro quei pochi elettori ancora rimasti. E che si è ritrovato al centro dell’ennesima farsa, i grotteschi festeggiamenti per il sì arrivato dall’assembela di Atlantia all’offerta arrivata dalla cordata guidata da Cassa Deposito e Prestiti e della quale fanno parte anche il fondo americano Blackstone e l’australiano Macquaire.

Autostrade, 8 miliardi per comprare qualcosa già nostro. E i 5 Stelle hanno il coraggio di festeggiare

Da festeggiare, in realtà, non ci sarebbe un bel niente. I grillini che promettevano, battaglieri, la revoca delle concessioni autostradali ai Benetton all’indomani della tragedia del Ponte Morandi si sono dovuti accontentare di un accorto che vedrà sì gli imprenditori trevigiani uscire di scena, ma con il portafogli gonfi come non mai. Alla famiglia, infatti, andranno ben 2,4 miliardi di euro frutto della valorizzazione della holding Edizione, a fronte di un’offerta totale di poco inferiore agli 8 miliardi. Soltanto la senatrice genovese Elena Botto ha avuto il coraggio di ammettere che l’accordo, in realtà, non è affatto un successo: “Rispetto a quello che ci eravamo prefissati, questo odierno è un risultato a metà”.

Mentre i Cinque Stelle si lanciano in celebrazioni vuote, cercando di farsi passare agli occhi degli italiani come vincitori di questa triste vicenda, a festeggiare per davvero sono i vertici di Atlantia, che in un colpo solo si sono trovati a incassare soldi sufficienti a sistemare il bilancio e a liberarsi dei debiti di Autostrade per l’Italia, di cui cederanno l’88% delle quote. Con i grillini a vantarsi di aver “riportato autostrade in mano allo Stato”, nascondendo così la presenza, ingombrante, di fondi stranieri all’interno della cordata capitanata da Cassa Deposito e Prestiti.

Il commento più lucido alla vicenda è arrivato così da Egle Possetti, il portavoce del comitato nato per ricordare le vittime della tragedia del Ponte Morandi di Genova, crollato il 14 agosto 2018: “Siamo molto amareggiati. Non sono sorpreso dell’ok degli azionisti di Atlantia all’offerta per Aspi, perché sarebbe stato come rifiutare un terno al lotto”. Augurandosi poi un possibile passo indietro di Cdp proprio all’ultimoo, consapevole però che non arriverà.

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