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Autisti in fuga dal Green pass italiano: “Così la Germania ce li sta portando via”

Proverbio vuole che al danno sia solitamente accompagnata, immancabile, la beffa. Quella che sta colpendo in questi giorni il settore dei trasporti italiano, alle prese con le imposizioni volute dal governo Draghi e che dal 15 ottobre rendono impossibile lavorare per tutti gli italiani sprovvisti di Green pass. Il risultato? Non solo difficoltà crescenti per le aziende, alle prese con improvvise defezioni nel personale, ma anche l’esodo di autisti verso Paesi confinanti, Germania in primis.

Autisti in fuga dal Green pass italiano: "Così la Germania ce li sta portando via"

A lanciare l’allarme è stato in queste ore il presidente della Sezione trasporti e logistica di Confindustria Andrea Gottardi, che ha sottolineato alle pagine de L’Adige come a pagare lo scotto maggiore saranno “le grandi aziende, dove i non vaccinati sono anche centinaia e si può arrivare al 60% di autisti senza green pass”. I motivi sono due: “Primo, vi lavorano in maggioranza camionisti dell’Europa dell’est vaccinati col russo Sputnik, che l’Italia non riconosce e che non dà diritto al certificato verde. Secondo, la maggior parte dei camionisti rumeni non si vaccina”.

A far scattare le proteste dei lavoratori del settore è il fatto che “solo in Italia ci sono restrizioni così forti. In Francia è diverso. In Germania è diverso”. E allora ecco che proprio i nostri vicini hanno iniziato ad approfittare della situazione. A partire proprio da Berlino, cisto che secondo Gottardi “per vocazione noi siamo propensi all’export verso la Germania. Cosa sta succedendo adesso? Succede che i nostri camionisti arrivano lassù e i tedeschi dicono loro: ma cosa rimanete a fare in Italia? Venite qui! Lavorate per noi! Vi diamo 400 euro in più al mese e non avrete neppure problemi di Green pass”.

La Germania, insomma, “è stata più furba di noi, non ha posto vincoli di Green pass. Ha detto soltanto che se ti ammali di Covid e non sei vaccinato non hai diritto alla malattia: devi metterti in ferie o in aspettativa”. Per Gottardi, un’ingiustizia verso i nostri autisti, che in piena pandemia “non si sono fermati neppure un giorno per non far mancare niente a nessuno”. E una follia normativa, priva di logica: “Diciamoci la verità: quando gli autisti portano la merce al supermercato non entrano in contatto con nessuno. Quando consegnano la bolla c’è un vetro che li separa da chi la riceve”. A cosa serve, allora, l’obbligo di certificazione? Misteri del governo Draghi.

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