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La Sicilia torna in giallo? Per l’assessore Razza la colpa è dei non vaccinati

La Sicilia si prepara a passare in zona gialla e, ovviamente, è già scattata al colpevole sui social e sulle principali testate, quelle da tempo asservite ai diktat di politici e virologi. Con un bersaglio unico, facilissimo: i “no vax”. Termine generico, anche abbastanza fastidioso, appiccicato con estrema facilità addosso non solo ai veri negazionisti del Covid, ma a chiunque osi avanzare dubbi circa l’efficacia e la sicurezza dei vaccini attualmente a disposizione. Il dissenso, di questi tempi, è materiale pericoloso per Draghi & co. Pronti a tutto pur di screditare chi non si allinea al pensiero unico.

E così anche la situazione della Sicilia, che dopo due mesi ininterrotti di zona bianca potrebbe ora trovarsi di nuovo in giallo, diventa pretesto per attaccare chi ancora non si è sottoposto alla doppia somministrazione. Lo ha già fatto, senza esistare, l’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza, che in attesa del verdetto definitivo da parte della cabina di regia ha già tuonato: “Paghiamo per i nov vax, una minoranza che però decide per tutti”.

Dito puntato, insomma, contro chi ancora non aveva ricevuto le due dosi, indigeni o vacanzieri non fa alcuna differenza. In una Regione dove la percentuale di vaccinati supera comunque il 55%. Guai, però, a mettere in dubbio la reale efficacia dei farmaci come sta avvenendo in Paesi come Regno Unito o Israele, dove nonostante la somministrazione di massa alla popolazione i contagi sono nuovamente schizzati. Razza punta il dito contro i “no vax”, a suo dire i veri responsabili di questo disastro, offrendo alla stampa una lettura assurda, completamente inventata.

Razza ha deciso così di unirsi al più odioso degli sport: sparare a zero sui cittadini, in questo caso su una parte, per non ammettere i fallimenti del mondo della politica e della medicina, che dall’inizio della pandemia continuano a commettere errori su errori. I vaccini non funzionano? Colpa di chi non se li è fatti iniettare. A far paura è l’idea che ci sia qualcuno disposto ancora a dargli retta.

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