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“Così hanno raggirato gli italiani”. Aumenti in bolletta, multe per 6 società: la decisione dell’Antitrust

Pubblicato il 15/11/2023 11:41

Gli aumenti in bolletta finiscono nel mirino dell’Antitrust e scattano le sanzioni: l’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha irrogato infatti multe per oltre 15 milioni di euro nei confronti di Enel Energia, Eni Plenitude, Acea Energia, Iberdrola Clienti Italia, Dolomiti Energia ed Edison Energia. Secondo l’Autorità guidata da Roberto Rustichelli, le sei società hanno adottato delle pratiche commerciali aggressive, condizionando i consumatori e spingendoli ad accettare modifiche in aumento dei prezzi dell’energia elettrica e del gas. Il tutto in aperto contrasto con la protezione normativa derivante dall’articolo 3 del Decreto Aiuti bis, adottato dal governo Draghi e che vieta di modificare i prezzi ai contratto del libero mercato non scaduti. Il provvedimento era stato prorogato al 30 giugno 2023. (Continua a leggere dopo la foto)
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Come spiegato dal Corriere della Sera, la norma aveva vietato aumenti unilaterali dei prezzi per la fornitura di energia elettrica e gas dal 10 agosto 2022 al 30 giugno 2023. Invece, stando a quanto emerso, Enel Energia, Eni Plenitude, Acea Energia, Iberdrola Clienti Italia, Dolomiti Energia ed Edison Energia hanno inviato agli utenti lettere con le quali inducevano ad accettare “modifiche dei prezzi nel periodo citato, con conseguenti significativi incrementi delle bollette per i loro clienti”. (Continua a leggere dopo la foto)

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Secondo l’Antitrust, “Enel ed Eni – cui sono state irrogate sanzioni di 10 milioni e di 5 milioni – hanno modificato unilateralmente i prezzi di fornitura a oltre 4 milioni di consumatori sulla base delle clausole contrattuali che consentono alle stesse società di decidere a propria discrezione se e quando modificare le tariffe, una volta scaduti i prezzi dell’offerta economica scelta”. I clienti si sono così visti arrivare lettere in cui venivano aumentati i prezzi “in assenza di una scadenza nota al consumatore finale”. (Continua a leggere dopo la foto)

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E ancora, secondo Antitrust “queste società hanno aumentato i prezzi prima della scadenza corretta e, nel caso di Acea, anche con modifiche unilaterali in violazione della norma. Per tali ragioni sono state irrogate, rispettivamente, sanzioni pari a 560 mila euro e 50 mila euro. Iberdrola, cui è stata irrogata la sanzione di 25 mila euro, da maggio a ottobre 2022 ha inviato comunicazioni con cui minacciava la risoluzione contrattuale per eccessiva onerosità sopravvenuta in caso di mancata accettazione di un nuovo contratto di fornitura con condizioni economiche peggiorative”. Anche questa condotta sarebbe stata finalizzata ad aggirare l’articolo 3 del decreto, facendo pressione sui consumatori per spingerli ad accettare la modifica unilaterale per aumentare i prezzi.

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