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Alitalia, la nuova ITA rischia di affondare prima di decollare: “grazie” a Benetton e tasse

Un nuovo vettore dovrebbe sostituire Alitalia, da progetto si tratta della futura compagnia aerea ITA che dovrebbe disporre di una flotta di 47 aeromobili di cui quaranta di medio raggio (presumibilmente Airbus A320) e sette di lungo raggio (presumibilmente Airbus 330). Ugo Arrigo e Gianni Rossi su Il Sussidiario hanno pubblicato un’inchiesta per spiegare quanto sia alto il rischio che le tariffe aeroportuali affossino la nuova Alitalia ancora prima di decollare. “Purtroppo il Piano della ITA non è mai stato presentato nei dettagli, sembrerebbe peraltro neanche alla Direzione Concorrenza dell’Ue, ma attraverso le indiscrezioni e le audizioni del management abbiamo intuito che una quota parte dei 40 aeromobili di medio raggio, da 10 a 15 in base al numero di slot che l’Ue lascerebbe a ITA, dovrebbero presumibilmente essere posizionati su Linate per svolgere attività di trasporto passeggeri da e per Milano, mentre gli altri 25-30 aeromobili di medio raggio verrebbero basati su Roma Fiumicino per connessioni da e per Roma e implicitamente quindi anche svolgere la c.d. attività di feederaggio ovvero di “alimentazione” dei voli di lungo raggio previsti sempre da Fiumicino”. (Continua a leggere dopo la foto)

Spiega l’inchiesta de Il Sussidiario: “Una delle novità più critiche di ITA rispetto alla vecchia Alitalia ante-Covid del 2019 e degli anni precedenti sarebbe costituita soprattutto dal minor numero di frequenze da offrire (gamma di prodotto) per ogni destinazione; dal che è verosimile desumere che per caricare gli stessi numeri di passeggeri per volo ITA dovrebbe necessariamente ridurre le tariffe o migliorare il servizio. A partire dai dati industriali ed economici di Alitalia e dei suoi principali concorrenti low cost (Ryanair, Easyjet e Wizz Air), abbiamo elaborato una stima delle tariffe medie praticate sui voli di medio raggio operati, dunque nazionali ed europei, oltre che dei costi e dei ricavi medi per volo. Da questa analisi emergono due principali risultati”. (Continua a leggere dopo la foto)

“1) La tariffa media per passeggero trasportato da Alitalia è ben superiore (+ 30%) a quella media dei vettori low cost; 2) Ciò nonostante il ricavo medio dell’intero volo di Alitalia non è molto distante dai ricavi medi per volo dei concorrenti i quali, come noto, trasportano un maggior numero di passeggeri per ogni volo. Passeggeri più numerosi e, in genere, più soddisfatti”. Il ricavo medio per volo di Alitalia è dunque inferiore sia a quello di Easyjet che a quello di Wizz Air, anche se superiore a Ryanair. “Inoltre, mentre per tutti i vettori low cost considerati il ricavo medio per volo è superiore al costo, garantendo un margine industriale positivo, nel caso di Alitalia accade il contrario, con una perdita industriale media per volo di 2.200 euro”. (Continua a leggere dopo la foto)

L’inchiesta arriva poi al tasto dolente, quello delle tasse: “Per ogni volo da e per Fiumicino complessivamente i passeggeri nel 2019 hanno riconosciuto ad Alitalia 10.500 euro, ma, purtroppo, hanno pagato molto di più. Infatti, a detto importo vanno aggiunte le tasse aeroportuali (che non sono un ricavo della compagnia aerea, bensì in larga parte dei gestori aeroportuali) e quindi il valore medio dei prezzi pagati dai passeggeri AZ arriva, complessivamente per volo, a superare i 15.000 euro. I circa 2.000 euro aggiuntivi per tratta (15.009-13.087 euro) che AZ riesce a “prendere” dai passeggeri che la scelgono rispetto a Ryanair vengono quasi completamente assorbiti dall’aeroporto di Fiumicino. In estrema sintesi, il vantaggio di prezzo che ancora il cliente finale riconosce ad Alitalia viene cannibalizzato dalla più elevata tariffa dell’aeroporto di Fiumicino rispetto a Ciampino”. (Continua a leggere dopo la foto)

E qui si arriva a una “cara” vecchia conoscenza, i Benetton. Già: “Sembrerebbe quindi che sia nella realtà il gestore AdR (Gruppo Benetton) dei due aeroporti a svolgere un ruolo di “arbitro di fatto”, determinando ricavi netti molto diversi a parità di spesa complessiva dei passeggeri e decidendo lui il vincitore della gara competitiva tra i vettori, alterando in conseguenza l’equa competizione. È facile immaginare che quando i voli di AZ/ITA da/per Fiumicino si ridurranno di oltre la metà conseguentemente al dimezzamento della flotta, il gestore aeroportuale (Benetton) dovrà necessariamente favorire lo sviluppo ulteriore delle low cost e segnatamente di Ryanair che diverrà il primo vettore su Roma. Non potrà tuttavia farlo applicando a Ryanair su Fiumicino le stesse alte tariffe ufficiali ora applicate ad Alitalia. Che farà dunque? Terrà l’aeroporto di Fiumicino semivuoto oppure offrirà alle low cost ristori tariffari tali da abbassarne il costo quantomeno alle tariffe attuali di Ciampino? Ma se ciò avvenisse il futuro di ITA sarebbe definitivamente compromesso”.

Qui l’inchiesta completa.

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