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Tumori, “boom” fra i più giovani. I dati allarmanti sull’Italia e quella strana coincidenza temporale. Lo studio

Pubblicato il 08/02/2024 22:26 - Aggiornato il 08/02/2024 22:33

I dati, oltremodo allarmanti, confermano una tendenza già registrata da circa un paio d’anni – una singolare “coincidenza” temporale su cui torneremo –, ovvero l’exploit delle patologie oncologiche in soggetti giovani: risulta essere la fascia fra i 25 e i 49 anni quella più a rischio e per una specifica patologia, i tumori al colon-retto: un incremento del 39% nelle donne e 26% negli uomini rispetto al 2018. Sono i risultati di uno studio italiano pubblicato sulla rivista Annals of Oncology, condotto da Eva Negri, docente di Epidemiologia Ambientale e Medicina del Lavoro all’Università di Bologna. In questa ricerca si prevedono i tassi di mortalità per tumore nell’Unione europea e nel Regno Unito per il 2024. Nei Paesi presi in esame sono attesi complessivamente quasi 1,3 milioni di decessi per cancro. Il campanello d’allarme era suonato già per via della “epidemia di tumori”: l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) dell’Organizzazione mondiale della sanità ha, infatti, pubblicato le ultime stime sull’incidenza globale della malattia. Nel 2022 si sono verificati circa 20 milioni di nuovi casi di cancro e 9,7 milioni di decessi. (Continua a leggere dopo la foto)
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La coincidenza temporale (che dovrebbe far riflettere)

Nel nostro Paese, secondo i dati dell’Associazione italiana di Oncologia Medica le nuove diagnosi di tumore in Italia nel 2023 sono state circa 39.500, 18mila casi in più rispetto al 2020. questa esplosione di casi di cancro e patologie oncologiche ha origine dall’epoca dei picchi delle vaccinazioni di massa, dal 2021, un po’ come i famigerati  “malori improvvisi”: già fior di scienziati hanno sottolineato come possano aver inciso anche i danni collaterali e le reazioni avverse dal vaccino contro il Covid-19. In particolare, la proteina Spike dei vaccini a mRNA contro il Covid potrebbe avere un’azione cancerogena, portando alla progressione, alla recidiva oppure alla metastasi del cancro. Ecco perché, sempre più spesso sentiamo parlare di “turbo-cancro”. Un ultimo allarme è stato lanciato dal dottor Michael Palmer, medico canadese e docente universitario, autore di un articolo su Doctors for COVID Ethics, ma già l’oncologo Mariano Bizzarri, luminare di fama mondiale, da tempo sostiene che l’induzione da parte della Spike porta alla esacerbazione di tumori già formati, con aumento di metastasi. (Continua a leggere dopo la foto)
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Foto: il professor Mariano Bizzarri

Il “turbo-cancro”

Appena l’altro giorno scrivevamo dell’oncologa Patrizia Gentilini, che ha descritto l’insorgenza di tumori  a distanza di pochi giorni o settimane dalle vaccinazioni, e “in un caso è addirittura comparso un sarcoma nel sito di iniezione”. Il  cosiddetto “turbo-cancro”, in particolare, è stato indicato come una plausibile effetto avverso: la proteina Spike dei vaccini a  mRNA contro il Covid potrebbe avere un’azione cancerogena, portando alla progressione, alla recidiva oppure alla metastasi del cancro, come abbiamo scritto trattando dello studio scientifico prodotto da Raquel Valdés Angues e Yolanda Perea Bustos. Nessuna correlazione?

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