
La chiamano già “la crociera dall’inferno”. E il nome non è esagerato. La MV Hondius, nave di lusso della compagnia olandese Oceanwide Expeditions, è partita il 1° aprile da Ushuaia, capitale della Terra del Fuoco, con 149 passeggeri di 23 nazionalità a bordo per seguire la migrazione primaverile degli uccelli marini in Antartide.
È diventata invece teatro di una crisi sanitaria che ha già fatto tre morti, quattro contagiati — tra cui il medico di bordo in gravi condizioni — e ha gettato nel panico governi, autorità sanitarie internazionali e i passeggeri rinchiusi nelle loro cabine di lusso in quarantena. La nave è ora diretta alle Canarie, dove è attesa per lo sbarco.
Come è iniziato tutto: il primo sintomo, la morte, la salma rimasta a bordo
Il 6 aprile un passeggero olandese ha iniziato a manifestare i primi sintomi durante la navigazione: febbre, mal di testa, lieve diarrea. Poteva sembrare un’influenza banale. Invece ha iniziato ad avere difficoltà respiratorie. Cinque giorni dopo è morto. E la sua salma è rimasta a bordo — senza essere sottoposta ad alcun test microbiologico — fino al 24 aprile, quando la nave ha attraccato a Sant’Elena, l’isola remota nell’Atlantico dove Napoleone trascorse il suo esilio, a circa 2.000 chilometri dalla costa dell’Angola.
The MV Hondius, carrying 150 people and hit by a deadly hantavirus outbreak that has killed three, is headed to the Canary Islands in Spain. The outbreak involves the Andes strain of hantavirus, which in rare cases can spread between people https://t.co/v09PP07n8w pic.twitter.com/rcfdKGnysQ
— Reuters (@Reuters) May 7, 2026
A Sant’Elena, 23 passeggeri sono scesi dalla nave per tornare autonomamente a casa. Tra questi uno svizzero ora ricoverato a Zurigo. L’OMS è sulle loro tracce. La moglie della prima vittima è volata in Sudafrica, dove è deceduta due giorni dopo. È probabilmente lei la persona che ha tentato di imbarcarsi su un volo KLM da Johannesburg ad Amsterdam, ma è stata fatta scendere prima del decollo. Le autorità sanitarie olandesi hanno contattato uno a uno i passeggeri interessati, a scopo precauzionale.
Il ceppo più pericoloso: l’unico che passa da uomo a uomo
Il 2 maggio è arrivata la conferma più preoccupante: si tratta del ceppo di hantavirus diffuso nelle regioni andine di Argentina e Cile — l’unico tra i 38 ceppi conosciuti capace di trasmettersi da uomo a uomo. Gli altri ceppi si trasmettono esclusivamente attraverso i roditori. Questo no. Il che cambia radicalmente il profilo di rischio della vicenda.
L’OMS ha dichiarato che il rischio per la popolazione mondiale è “basso”. Ma l’incubo di una diffusione più ampia è reale, soprattutto considerando che 23 passeggeri hanno già lasciato la nave autonomamente e si sono dispersi in diversi paesi prima che la situazione fosse sotto controllo.
La cronaca dell’odissea: un morto in Sudafrica, uno a bordo, tre evacuati a Capo Verde
La sequenza degli eventi racconta una storia di gestione caotica e decisioni tardive. Il 27 aprile un passeggero britannico è stato ricoverato in Sudafrica. Il 28 aprile un tedesco è deceduto a bordo — la sua salma sarà sbarcata solo alle Canarie. Gli altri passeggeri sono rimasti chiusi nelle cabine in quarantena. La nave ha poi fatto rotta su Capo Verde, dove tre contagiati sono stati fatti sbarcare ed evacuati in Olanda.
Le Canarie: sì allo sbarco, ma il governatore protesta
La Spagna ha acconsentito all’attracco della nave alle Canarie su richiesta formale dell’OMS e dell’Unione Europea. La ministra della Salute spagnola Mónica García ha assicurato che tutti i passeggeri stranieri “saranno rimpatriati nei loro Paesi d’origine attraverso un meccanismo europeo di protezione civile” e che lo sbarco “non rappresenterà alcun rischio per la popolazione”. Il ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska ha parlato di “ragioni umanitarie, etiche, morali, legali e giuridiche”.
Ma il governatore delle Canarie Fernando Clavijo non è d’accordo: l’arcipelago, secondo lui, non dispone di un protocollo adeguato per l’accoglienza dei contagiati. La MV Hondius arriverà al porto di Granadilla de Abona, a soli 10 minuti dall’aeroporto di Tenerife Sud. L’evacuazione è fissata per lunedì prossimo. La crociera dell’inferno si avvicina alla fine. Ma le domande su come sia potuto succedere restano tutte aperte.
