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Assistenza sanitaria a punti. L’allucinante proposta dell’assessore lombardo: in cosa consiste

Pubblicato il 16/02/2024 20:04 - Aggiornato il 16/02/2024 20:29

Un corretto stile di vita è importante, nessuno lo nega, ma l’idea malsana partorita dalla mente di Guido Bertolaso, attualmente assessore al Welfare della Regione Lombardia e a lungo a capo della Protezione civile, è piuttosto pericolosa – ancorché all’apparenza innocua –, almeno secondo noi, per la deriva che potrebbe prendere. Ci torneremo, dapprima illustriamo l’idea che è venuta in mente a Bertolaso: la tessera sanitaria “a punti”, come per la patente, ma anche come per le promozioni dei supermercati: forse quest’ultimo accostamento è ancora più calzante, dato che, come vedremo, sono previste “premialità”. Sicché: “L’idea che dobbiamo portare avanti e studiare è quella di una tessera sanitaria a punti – queste le esatte parole di Bertolaso – in modo che se conduci uno stile di vita corretto e salutare puoi guadagnare dei punti che poi ti permettono di ricevere degli incentivi che possono essere diverse modalità di premialità”. (Continua a leggere dopo la foto)
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bertolaso tessera sanitaria a punti

Cosa ha in mente Bertolaso

E ancora: “Gli screening per quelle che sono malattie prevenibili oggi sono ampiamente sotto il 50% delle persone che ne hanno diritto – ha aggiunto, come leggiamo sul sito dell’Ansa – Noi invece vogliamo arrivare al 100% perché significa garantire la salute ai cittadini e ridurre i costi della Sanità”. Prima di commentare, proseguiamo con le dichiarazioni di Bertolaso, che forse non si rende conto della gravità di erogare prestazioni sanitarie “a punti” e regalare “premialità”, piuttosto che assolvere a diritti costituzionalmente sanciti dall’articolo 32 della nostra Carta fondamentale, articolo che (per quanto vilipeso nel triennio del Covid-19) garantisce prestazioni sanitarie universali, senza alcun “incentivo”. E dunque: “Penso, ad esempio, ad ingressi nei nostri centri termali di altissima qualità dove effettuare cure o alla possibilità di offrire skipass gratuiti sui nostri comprensori montani che, proprio fra due anni, ospiteranno le Olimpiadi – lo ha detto davvero – Stiamo anche pensando a come coinvolgere gli organizzatori dei grandi eventi che ogni anno ospitiamo in Lombardia in modo tale da mettere a disposizione premialità di questo genere”. Insomma, lo schema è lo stesso di quei vergognosi “Vax Day” con il panino in omaggio per chi si faceva vaccinare, o altre iniziative analoghe. (Continua a leggere dopo la foto)
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I nostri timori

È ancora potente l’eco di chi, non molto tempo fa, sosteneva che i cosiddetti “No Vax”, in caso di problemi di salute, dovessero essere penalizzati nelle prenotazioni di visite o screening, in favore dei bravi cittadini detentori del Green pass. Ecco dunque i nostri timori e tutto il nostro scetticismo intorno a questa proposta: all’epoca del Covid-19, come i nostri lettori sanno benissimo, la mancata adesione alla campagna accinale a tappeto (anche laddove non fosse stata obbligatoria) e il mancato possesso del famigerato Green pass sono stati causa di feroci discriminazioni, dileggio e vessazioni d’ogni genere e, di fatto, escludevano il “No Vax” dalla vita civile. E se questa tessera a punti ne replicasse l’architettura? Ora si parla di “campagne di prevenzione”, ma se, facendo i debiti scongiuri, un domani ci fosse una – vera o presunta – emergenza e si tornasse a consigliare un determinato trattamento sanitario, chi non volesse aderire a tali trattamenti e alle eventuali vaccinazioni quanti punti perderebbe? Cosa comporterebbe l’avere un certo numero di punti o un punteggio più basso? Cosa succederebbe a chi finisse tutti i punti della tessera? Il diavolo, si sa, si nasconde nei dettagli e questi ci paiono interrogativi ben fondati.

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