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Draghi sblocca i licenziamenti, Whirlpool ne approfitta: a casa 359 operai in un colpo solo

Dopo che il governo ha dato il via libera allo sblocco dei licenziamenti, la Whirlpool di via Argine a Napoli ha subito avviato la proceduta di licenziamento per i 359 operai della fabbrica. Il sito era stato chiuso il 30 ottobre 2020, nonostante le millanterie di Di Maio e compagnia cantante. In quella circostanza, però, l’azienda non poté licenziare per via dello stop dovuto alla pandemia. “Dopo lunga riflessione abbiamo deciso di avviare la procedura di licenziamento collettivo. Siamo consapevoli della nostra scelta. Restiamo il più grande investitore e produttore di elettrodomestici in Italia”, ha gelato la viceministra dello Sviluppo economico, Alessandra Todde e le parti sociali l’amministratore delegato di Whirlpool per l’Italia Luigi La Morgia al tavolo al Mise. (Continua a leggere dopo la foto)

La vertenza va avanti da maggio 2019. Come riporta affaritaliani.it, la procedura, resa necessaria per il gruppo che non riesce a spostare su Napoli la domanda produttiva proveniente da altre aree, però non sembra essere una pregiudiziale per l’individuazione di un’alternativa per il sito”, come ha fatto sapere il numero uno di Whirlpool Italia La Morgia: “Nel caso in cui l’alternativa venisse individuata nei 75 giorni siamo pronti a discuterne”. (Continua a leggere dopo la foto)

La Fiom ha però subito dichiarato “guerra” alla Whirlpool: “Richiamiamo l’azienda alle sue responsabilità. L’avvio della procedura di licenziamento interrompe il dialogo. È necessario utilizzare tutti gli ammortizzatori sociali necessari, rispettando così l’avviso comune siglato da Cgil-Cisl-Uil. Per quanto ci riguarda se Whirlpool mette in campo azioni offensive, sarà guerra”, ha assicurato Barbara Tibaldi, segretaria nazionale delle tute blu di Corso d’Italia. (Continua a leggere dopo la foto)

Come ricorda sempre affaritaliani.it, “i 359 della Whirlpool vanno ad aggiungersi ai 574 operai mandati a casa via mail appena sbloccati i licenziamenti: 152 dipendenti della Gianetti Ruote di Ceriano Laghetto, in Brianza, e i 422 della Gkn di Campi Bisenzio (Firenze). Tavoli che verranno affrontati separatamente al Mise dopo che il Governo ha deciso di convocare le multinazionali”.

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