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Ristoratori, la protesta a Montecitorio è a oltranza: “Montiamo le tende. Vogliamo risposte”

“Noi chiediamo lo sblocco dei ristori – racconta Fabio Sanna che continua – le nostre imprese sono vicine al fallimento. Chiediamo lo sblocco dei colori; L’arancione è inutile, o rossi e tutti a casa o gialli e tutti aperti a pranzo e cena. In questo modo la situazione non può andare avanti, bisogna intervenire subito. Non ci muoveremo da piazza Montecitorio fino a che non si sbloccheranno queste cose”. Protesta a oltranza in piazza Montecitorio per i ristoratori italiani. Gli imprenditori, da Nord a Sud, qualcuno con i mezzi propri altri con i pullman, hanno raggiunto piazza Montecitorio a Roma per partecipare alla manifestazione rilanciata sui social sotto l’hashtag #draghiarriviamo e promossa da TNI-Tutela Nazionale Imprese-Ristoratori Toscana, l’associazione che rappresenta 40mila imprese in Italia.

Sarà un presidio a oltranza, pronti a montare le tende davanti a Montecitorio fino a quando non ci saranno risposte da parte del governo Draghi. Alla chiamata “A Roma per difendere il nostro lavoro” hanno risposto centinaia di ristoratori, e non solo. Chiedono indennizzi immediati per i mancati incassi e che venga superato il sistema semaforico che sta mettendo in ginocchio l’Italia. “Abbiamo deciso di promuovere questa manifestazione, che è autorizzata, per chiedere provvedimenti seri a
tutela del mondo Horeca”, dicono.

Il decreto ristori quinquies è fermo al palo e il bonus filiera non è arrivato. “Chiediamo un intervento immediato per i 50mila imprenditori della ristorazione che hanno chiesto il contributo a fondo perduto per l’acquisto di prodotti agroalimentari italiani. Non ci muoveremo da Montecitorio fino a quando sui nostri conti correnti non arriveranno il bonus filiera e i ristori quinquies”, dichiara a quilivorno.it Pasquale Naccari, presidente Ristoratori Toscana e portavoce TNI.

“Ribadiamo – prosegue Naccari – la necessità, come abbiamo già fatto nelle precedenti lettere inviate ai ministeri di competenza e alla presidenza del Consiglio, di mettere i nostri ristoranti nelle condizioni di poter lavorare sia a pranzo che a cena, rispettando le stesse norme di capienza e di sicurezza. Basta allarmismi infondati, vogliamo chiarezza. Non è possibile continuare a gettare nel panico la popolazione. Ogni giorno ci sono virologi che in tv e ai giornali dicono tutto e il contrario di tutto. Qua c’è in gioco la vita di migliaia e migliaia di aziende che hanno contribuito a rendere grande la nostra nazione in tutto il mondo”.

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