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“Salviamo la Whirlpool di Napoli”. La petizione degli operai traditi dal governo amico delle multinazionali

Condividiamo e rilanciamo la petizione che è stata lanciata in rete per salvare la Whirlpool di Napoli. Mentre gli operai perdono il posto di lavoro, durante una pandemia e in uno dei momenti più tragici per il Paese, dove sono i ministri Patuanelli e Catalfo? Ecco che gli operai alzano ora la voce, traditi dai Cinquestelle e dal governo amico delle multinazionali. Basta leggere queste parole per capire come stanno le cose: “Mi chiamo Luciano, sono di Napoli, ho 52 anni e dal 1986 lavoro in questa fabbrica, la storica Ignis fondata da Borghi, poi diventata Philips e dagli inizi anni ’90 Whirlpool. Insieme ai miei oltre 400 colleghi, più indotto, abbiamo trascorso interi anni di vita e di lavoro qui dentro. Siamo orgogliosi del nostro lavoro, che ha sempre dato un contributo di qualità alla produzione industriale fatta in Italia e nel nostro territorio”.

Continua Luciano: “Abbiamo condiviso tanti momenti e giornate – tra di noi vi sono coppie che si sono incontrate in fabbrica, e che sono diventate una famiglia. Perché la fabbrica è ed è stata per noi anche un luogo di comunità. Insieme, da oltre un anno lottiamo uniti contro la chiusura dello stabilimento che permette a noi e alle nostre famiglie di sostenersi, e contro la paura di perdere i nostri posti di lavoro. Da oltre un anno chiediamo alla nostra azienda e alle Istituzioni che vengano salvaguardati i nostri posti di lavoro, per rispetto della dignità delle persone che lavorano in fabbrica, perché una persona senza lavoro è una persona senza dignità”.

“Le risposte – scrive Luciano della Whirlpool – che aspettavamo, però, non sono mai arrivate, e ad oggi l’azienda continua a dire che il 31 ottobre smetterà di produrre a Napoli. Nonostante le prospettive, con l’inizio della fase 2 ci è stato chiesto di rientrare a lavoro come tanti altri lavoratori in Italia – e l’abbiamo fatto, anche se all’incertezza sul nostro futuro si è aggiunta la preoccupazione di lavorare in una situazione di pandemia da Covid-19 non ancora tranquilla. Di fronte a tutto questo noi, però, non ci arrendiamo”.

“Pretendiamo una risposta dal Governo, perché la perdita del posto di lavoro mette a rischio persone e famiglie in un territorio già martoriato e con un’alta illegalità. E oggi, con l’uscita dalla pandemia che si prospetta ancora lunga e la ripresa dell’economia difficile, le conseguenze dell’inerzia dei decisori sarebbero ancora più catastrofiche per tutti. Come rispondono le Istituzioni, che dovrebbero tutelare prima di tutto i diritti di tutti i cittadini?”.

“E come risponde la Whirlpool al fatto che l’Università Federico II di Napoli si è detta favorevole a utilizzare il sito industriale come luogo di ricerca e sviluppo per i suoi studenti della Facoltà di ingegneria coadiuvati dalla Apple Accademy, per innovare il prodotto e consentire alla fabbrica di non chiudere? E’ disposta a sacrificare i nostri posti e la sicurezza delle nostre vite, in un momento di crisi mai vista? Siamo persone, e oggi più che mai pretendiamo di essere ascoltati. Aiutateci a far sentire la nostra voce firmando questa petizione”.

Firma QUI la petizione.

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