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Partite Iva, entro la fine di aprile lo Stato vuole 6,8 miliardi di tasse. Follia!

Iva, ritenute, imposte sui redditi, acconti e contributi: da oggi e fino al 30 aprile il conto arretrato da pagare all’erario da parte delle Partite Iva ammonta a 6,8 miliardi di euro. Aprile 2021 sarà un mese da incubo vista la quantità di scadenze fiscali, risultato di proroghe e rinvii che vanno avanti ormai dal decreto Agosto e poi dalla serie Ristori. Tutti i provvedimenti non si sono occupati di aiutare davvero le Partite Iva ma semplicemente di posticipare gli appuntamenti col Fisco, e ad aprile 2021 -salvo un ulteriore intervento in extremis da parte del nuovo governo – arriverà la resa dei conti. Come sottolinea money.it, dunque, “le partite IVA sono chiamate alla cassa nonostante le aperture a singhiozzo degli ultimi mesi, legate al colore delle zone”. (Continua a leggere dopo la foto)

L’Osservatorio conti pubblici italiani (OCPI) diretto da Carlo Cottarelli fa il punto sulle scadenze fiscali che attendono le partite IVA. Si legge nel report dell’OCPI ripreso da money.it che “dei 12,2 miliardi posticipati al prossimo anno dai vari decreti anticrisi finora emanati, circa 11 dovranno essere versati nell’arco di appena quattro mesi, tra marzo e giugno, con un picco in aprile. Aprile sarà un mese particolarmente impegnativo e oneroso per tre motivi:agli 11 miliardi va aggiunta la somma da versare normalmente nei prossimi anni; 1 miliardo di euro è da mettere in conto per la rottamazione-ter e il saldo e stralcio, sui contribuenti relativamente più colpiti dalla pandemia; nei prossimi mesi riprenderà l’attività di riscossione da parte dell’Agenzia dell’Entrate, ferma fino al 28 febbraio (si tratta di circa 50 milioni di cartelle esattoriali al momento sospese)”. (Continua a leggere dopo la foto)

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Il conto finale diventa ancora più caro per le partite IVA che dovranno occuparsi anche dei versamenti ordinari mensili. “Naturalmente a essere interessate saranno le partite IVA il cui codice ATECO compare negli allegati dei decreti anticrisi, con cui il Governo Conte ha individuato i beneficiari del rinvio delle scadenze fiscali. A pesare particolarmente sulle tasche dei lavoratori autonomi saranno gli acconti delle imposte sui redditi e dell’IRAP, da versare entro il 30 aprile (per un importo totale previsto di 2,7 miliardi di euro). Altro appuntamento da segnare in rosso è il versamento dell’IVA, con scadenza sempre al 30 aprile, che tra l’acconto di dicembre in sospeso e altri versamenti periodici ammonta a 1,45 miliardi di euro”. (Continua a leggere dopo la foto)

Un’altra spada di Damocle che pende sulle partite IVA è l’appuntamento con la pace fiscale. “Il decreto n.7/2021 ha sospeso l’invio di 50 milioni di atti, tra cartelle e avvisi bonari, ma solo fino al 28 febbraio. Senza una misura nel decreto Milleproroghe o nel Ristori 5, o senza un provvedimento ad hoc (per esempio con un’altra “proroga ponte”), dal 1° marzo 2021 riprenderà a pieno regime l’attività dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione”.

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