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Rocchi indagato per frode sportiva: arbitri “graditi all’Inter”, VAR pilotato e la verità sulle penalizzazioni

Pubblicato il 25/04/2026 20:24 - Aggiornato il 26/04/2026 21:49

Un terremoto. Anzi, il terzo terremoto consecutivo che scuote il calcio italiano in pochi mesi. E questa volta l’epicentro è al vertice stesso della piramide arbitrale: Gianluca Rocchi, il designatore degli arbitri di Serie A e Serie B, è indagato dalla Procura di Milano per concorso in frode sportiva. L’avviso di garanzia gli è stato notificato il 24 aprile 2026. A condurre l’inchiesta è il pubblico ministero Maurizio Ascione.

Non è uno scandalo isolato. È l’ennesimo capitolo di una storia che non finisce mai, che si ripete con una puntualità quasi beffarda, che dimostra come il sistema calcio italiano abbia al suo interno qualcosa di strutturalmente marcio che nessuno, finora, ha avuto la volontà politica di estirpare davvero.

E stavolta, prima ancora di sapere come andrà a finire, c’è già chi spiega cosa può accadere concretamente. Squalifiche, sospensioni, penalizzazioni in classifica.

Il calcio italiano già in ginocchio

Per capire la portata di questo scandalo bisogna inquadrarlo nel momento in cui esplode. Come ricostruisce Il Messaggero, il calcio italiano stava già vivendo una crisi istituzionale senza precedenti.

Primo colpo: il presidente dell’AIA Antonio Zappi ha ricevuto 13 mesi di inibizione dal Tribunale Federale Nazionale per presunte pressioni sui designatori dei campionati minori in occasione delle ultime nomine agli Organi Tecnici. Il vertice arbitrale, insomma, era già sotto accusa.

Secondo colpo: Gabriele Gravina si è dimesso dalla presidenza della FIGC dopo che l’Italia ha mancato per la terza volta consecutiva la qualificazione a un Mondiale — stavolta eliminata ai rigori nella finale playoff contro la Bosnia. Con lui è tramontato anche il progetto di riforma degli arbitri, che avrebbe dovuto creare una task force di professionisti sul modello della PGMOL inglese. Una rivoluzione necessaria, rimasta sulla carta.

Terzo colpo: ora Rocchi. Il sistema è in pezzi, e il Mondiale del 2030 sembra lontanissimo.

Le accuse: arbitri scelti per favorire l’Inter, VAR sotto pressione

Veniamo ai fatti. Secondo quanto riportato da AGI e confermato da più fonti, l’avviso di garanzia a Rocchi contiene tre capi di imputazione.

Il primo: Rocchi avrebbe scelto arbitri “graditi all’Inter” per alcune partite, in concorso con più persone, allo stadio San Siro. Il secondo: presunte pressioni agli addetti al VAR per condizionarne le valutazioni. Il terzo: una possibile falsa testimonianza.

Le partite finite nel mirino degli inquirenti sono due, entrambe della stagione 2024-2025.

La prima è Udinese-Parma del 1° marzo 2025. Nella sala VAR di Lissone, le telecamere hanno ripreso un momento che ha fatto il giro delle redazioni: l’arbitro al VAR Daniele Paterna, dopo aver valutato un possibile fallo di mano inizialmente ritenuto non punibile, si gira verso qualcuno che non entra nell’inquadratura e chiede: “È rigore?”. Poi cambia indicazione, suggerisce la on field review, e l’arbitro in campo concede il calcio di rigore. Come riporta Il Messaggero, il giallo è tutto in quel labiale, in quell’interlocutore invisibile alle sue spalle. Chi era? Che diritto aveva di essere lì?

La seconda partita è Inter-Verona dell’8 gennaio 2024: una gomitata del difensore nerazzurro Alessandro Bastoni al giocatore gialloblu Duda. Il dialogo tra l’arbitro Michael Fabbri e Luigi Nasca al VAR è stato poi presentato a Coverciano. Secondo Open, in quella sede Rocchi avrebbe espresso delusione per il comportamento dei due arbitri — un dettaglio che gli inquirenti leggono come prova di un’aspettativa precisa sull’esito dell’episodio.

Cosa può succedere adesso: parla un esperto di diritto sportivo

Qui la situazione si fa concreta, e potenzialmente esplosiva per l’intera Serie A. Il Messaggero ha interpellato l’avvocato Enrico Lubrano, esperto di Diritto dello Sport, titolare della cattedra alla LUISS da 18 anni e consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Roma. Le sue parole sono un manuale su ciò che potrebbe accadere nelle prossime settimane.

Prima mossa: la Procura Federale dovrà richiedere gli atti alla Procura della Repubblica di Milano. Una volta ottenuti, dovrà valutare se le condotte descritte costituiscano illecito sportivo ai sensi dell’art. 30 del Codice di Giustizia Sportiva della FIGC, o violazione del principio di lealtà sportiva ai sensi dell’art. 4.

Se si accerteranno violazioni disciplinari, le conseguenze potrebbero essere pesantissime. L’avvocato Lubrano è esplicito: “Le sanzioni potrebbero essere consistenti”. Stiamo parlando di sospensioni e squalifiche per i tesserati coinvolti — arbitri, ma potenzialmente anche dirigenti — e di sanzioni pecuniarie e penalizzazioni in classifica per le società che si sono avvantaggiate delle presunte condotte irregolari.

Penalizzazioni in classifica. Per l’Inter. In un campionato che i nerazzurri stanno dominando e che li vede a un passo dallo scudetto.

Lubrano precisa che oggi ogni valutazione è prematura. L’indagine è agli inizi. Ma il percorso è tracciato, e il rischio — concreto — è già sul tavolo.

Il fantasma di Calciopoli è tornato — e questa volta potrebbe essere peggio

Vent’anni dopo Calciopoli, il calcio italiano si ritrova di nuovo a fare i conti con la stessa domanda scomoda: le partite si decidono sul campo o nelle stanze dei bottoni?

Calciopoli, per chi ha la memoria corta, è l’inchiesta che nel 2006 portò alla retrocessione della Juventus, alle penalizzazioni di Milan, Fiorentina, Lazio e Reggina, e alla rivelazione di un sistema di influenze sui designatori arbitrali che coinvolgeva dirigenti di club, istituzioni federali — e da cui l’Inter uscì pulita. O almeno, così fu raccontato. Le polemiche su quella vicenda non si sono mai spente del tutto.

Oggi la struttura dello scandalo è simile: un designatore al centro, presunte pressioni, una squadra favorita. La differenza è che stavolta ci sono telecamere nelle sale VAR, dialoghi registrati, labiali che fanno discutere. La tecnologia che doveva rendere il calcio più trasparente potrebbe diventare la principale prova a carico del sistema.

L’inchiesta si inserisce in un filone investigativo più ampio che potrebbe allargarsi. Le due partite emerse finora potrebbero essere solo l’inizio.